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ATTUALITÀ

Fine wines, Soldera Case Basse (due volte, e unico italiano) nella top 20 di rendimento del 2026

Lo studio di WineCap sulla prima metà dell’anno. Domina la Francia. “Il mercato si concentra su produttori con una domanda internazionale costante”

Si va da Barsac, zona prestigiosa dei grandi Sauternes, con lo Château Climens 2012 (+66,1%) e lo Château Coutet 2019 (+33,3%), fino a Pomerol, sempre tra i vertici di Bordeaux, con Château Lafleur 2016 (+31,8%) così come Château Pavie 2016 (+29,7%), gioiello che nasce nell’area di Saint-Emilion. Ed ancora l’Haut Bailly 2016 (+29,6%) nella zona di Pessac Leognan, lo Château Rieussec (Sauternes) 2018 al n.6 con un aumento di valore del 28,5% e che precede il Soldera Case Basse 100% Sangiovese Toscana Igt 2011, nome di culto della Montalcino del vino e unico rappresentante italiano in top ten (+28,4%) e Château Grand Puy Lacoste 2013 (+28,2%), altra grande espressione di Pauillac. N. 9 per Chateau La Fleur Petrus 2021 (+28%), tra i simboli di Pomerol e, a chiudere la top ten, il Pavillon Rouge 2013 di Chateau Margaux (+25%). Sono i 10 miglior fine wines che hanno registrato il rendimento “top”, a due cifre, in quanto a performance in valore, nel primo semestre 2026, secondo la realtà specializzata WineCap. Completano la top 20: Georges Roumier Bonnes Mares 2018 (+25%), Dominus 2017 (+24,3%), Clarence Haut Brion 2015 (+24,3%), Almaviva 2021 (+19,5%), Conseillante 2017 (+19,2%), Haut Bailly 2017 (+19%), Beaucastel Chateauneuf du Pape 2017 (+13,3%), Clos Papes Chateauneuf du Pape 2020 (+13,2%), Soldera Case Basse 2014 (+12,9%).
WineCap ha spiegato che “nel loro insieme i dati del primo semestre delineano il quadro di un mercato che, dopo la correzione degli ultimi tre anni, è diventato sempre più razionale. I vini con le migliori performance non sono uscite speculative o di produttori appena scoperti. Si tratta invece di etichette affermate i cui prezzi hanno raggiunto livelli di ingresso interessanti rispetto alla loro qualità e reputazione consolidate nel tempo”. Invece di inseguire le nuove uscite, gli acquirenti si stanno quindi di concentrando su annate mature, vini di comprovata qualità dai prezzi d’ingresso interessanti. Un altro elemento ricorrente, fa notare WineCap, è la presenza di annate multiple provenienti dalle stesse tenute tanto che “sia Haut-Bailly che Soldera sono comparsi due volte nella lista dei primi 20. Piuttosto che un rapido avvicendamento tra nomi di tendenza, il mercato sembra concentrarsi su produttori con una domanda internazionale costante e una comprovata liquidità sul mercato secondario”. La Francia domina il ranking, dove comunque, oltre all’Italia appaiono anche “Napa Valley (Usa, ndr) e Cile, a dimostrazione che sono emerse opportunità in tutto il mercato”. Bordeaux si è comunque aggiudicata 9 delle prime 20 posizioni in classifica, risultando di gran lunga la regione più rappresentata. Wine Cap fa notare che il ranking è dominato da annate meno recenti e questa “è la stessa tendenza che si è manifestata con sempre maggiore evidenza durante la campagna “en primeur” di Bordeaux 2025. Nonostante l’annata abbia ricevuto ampi consensi dalla critica e sia stata immessa sul mercato a prezzi storicamente interessanti, gli acquirenti hanno ripetutamente confrontato le nuove uscite con annate eccezionali già disponibili sul mercato secondario. Laddove le differenze di prezzo non erano sufficienti, gli investitori hanno spesso scelto per l’alternativa più matura. I recenti dati del Liv-ex suggeriscono che questa preferenza sia continuata anche dopo la stagione “En Primeur”. A giugno, quasi tutti i Bordeaux 2016 inclusi nell’indice Fine Wine 100 hanno visto aumentare il loro valore, rendendo il 2016 l’annata di Bordeaux con la migliore performance dall’inizio dell’anno”.

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