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VINO E CULTURA

Alessia Antinori alla guida di Primum Familiae Vini - Pfv, nel segno di “arte, architettura e vino”

“Un grande vino non è mai solo un prodotto agricolo; è un oggetto culturale, l’espressione di un territorio, delle sue persone e della sua storia”

Valorizzare il legame, sempre più forte, tra “arte, architettura e vino”: sarà l’obiettivo della nuova presidenza delle Primum Familiae Vini - Pfv, l’associazione che riunisce dodici tra le più storiche aziende vitivinicole familiari al mondo - Marchesi Antinori (Toscana), Baron Philippe de Rothschild (Bordeaux), Joseph Drouhin (Borgogna), Domaine Clarence Dillon (Bordeaux), Egon Müller Scharzhof (Mosella), Famille Hugel (Alsazia), Pol Roger (Champagne), Famille Perrin (Valle del Rodano), Symington Family Estates (Douro), Tenuta San Guido (Toscana), Familia Torres (Catalogna) e Tempos Vega Sicilia (Ribera del Duero) - affidata per il biennio 2026-2027 ad Alessia Antinori, che rappresenta la ventiseiesima generazione della storica famiglia fiorentina che produce vino senza interruzione dal 1385, e che guida, insieme alle sorelle Albiera ed Allegra, una delle più antiche imprese familiari al mondo. Nonché una delle cantine più belle in assoluto, capolavoro architettonico inserito nel paesaggio del Chianti Classico, a Bargino (San Casciano Val di Pesa), firmata dall’architetto Marco Casamonti (e che custodisce al suo interno anche tante opere d’arte, contemporanea e non solo, testimoniando l’attenzione di Antinori anche per il mondo artistico, ndr).
Alessia Antinori succede al Principe Robert de Luxembourg, presidente Domaine Clarence Dillon, che, in questi giorni, ha accolto le dodici famiglie a Château Haut-Brion per il passaggio ufficiale della presidenza. “Un grande vino non è mai semplicemente un prodotto agricolo; è un oggetto culturale, l’espressione di un territorio, delle sue persone e della sua storia. Per le nostre famiglie, commissionare un edificio o un’opera d’arte non è una semplice transazione: è un modo per radicare i nostri valori nel paesaggio per il prossimo secolo. Arte e vino ci ricordano entrambi che, in un mondo in continua accelerazione, la sensibilità umana, la pazienza e la visione individuale restano insostituibili”, ha detto Alessia Antinori. Ed il contesto in cui è avvenuto il passaggio di testimone non avrebbe potuto essere più appropriato: all’inizio del 2027, Château Haut-Brion inaugurerà le sue nuove cantine firmate da Annabelle Selldorf - architetta del rinnovamento della Frick Collection a New York e della Sainsbury Wing della National Gallery di Londra, recentemente scelta anche per guidare la trasformazione del Louvre di Parigi - espressione viva del dialogo tra architettura, luogo e vino che caratterizzerà l’anno a venire.
La scelta di Alessia Antinori di seguire come tema il legame tra arte, architettura e vino, è motivata dal fatto che, spiegano le Primum Familiae Vini, “sono tre discipline accomunate dalla capacità di preservare la memoria, interpretare un luogo e unire le generazioni. Per le famiglie di Pfv questo tema non è teorico, ma profondamente vissuto. Una tenuta vitivinicola non è mai soltanto una struttura agricola: è un luogo di cultura, plasmato da secoli di architettura, collezionismo e mecenatismo. Nelle dodici realtà familiari, questa visione assume forme diverse: castelli e cantine storiche preservati attraverso le generazioni, commissioni contemporanee in discreto dialogo con il paesaggio, collezioni che collegano il vino al più ampio universo delle idee. La cantina della famiglia Antinori, Antinori nel Chianti Classico - inaugurata nel 2012 e inserita quasi invisibilmente nella collina toscana - è diventata tra le opere di architettura del vino più riconosciute a livello internazionale: un edificio che esprime, nella pietra e nella luce, gli stessi principi che guidano la creazione dei grandi vini: pazienza, maestria, rispetto del luogo” (come hanno raccontato a WineNews alcuni dei produttori delle Primum Familiae Vini, in questo video).

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