Luoghi che profumano di storia, identificativi come pochi altri, tappa turistica obbligatoria a Parigi (e non solo), culla di socialità e di vita, “casa” di tanti artisti e intellettuali che con le loro opere e pensieri hanno contribuito a cambiare il mondo, ritrovo per gente di ogni età, lavoro e fascia di reddito. Sarebbe troppo riduttivo catalogare i bistrot come dei semplici locali dove bere un caffè, un calice di vino o fare un pranzo veloce perché, in quelle sale, spesso eleganti e ricche di stile, c’è il Dna della Francia. Eppure, un po’ come sta avvenendo per i bar in Italia, pur rimanendo un presidio e un riferimento per i quartieri cittadini, tanti bistrot hanno chiuso, in territorio francese, nel corso degli anni. Un fatto che non è passato inosservato in Francia tanto che, tra le iniziative nate per salvaguardare bistrot e caffè, si sta pensando anche alla loro candidatura per l’inserimento nella lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco. Un’idea portata avanti dall’Association pour la reconnaissance de l’art de vivre dans les bistrots et cafés de France (che vede in prima linea lo chef Alain Fontaine, ndr), nata nel gennaio 2018 per evidenziare il ruolo sociale e culturale di questi locali, e che ha trovato una forte adesione non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche nel mondo della cultura.
Perché, ricorda l’Associazione, i bistrot “sono luoghi di convivialità popolare dove manager, dirigenti e impiegati, operai e intellettuali, contadini e notabili, giovani borghesi e pensionati, bevono lo stesso caffè insieme, condividono lo stesso bancone e discutono delle notizie del giorno attorno allo stesso giornale”. Eppure, spiega l’Associazione, “in 126 anni sono scomparsi oltre 460.000 bistrot e caffè, di cui 40.000 negli ultimi 20 anni. In Francia, 23.000 città e villaggi sono privi di negozi e, di conseguenza, anche di bistrot e caffè. Non si tratta solo di attività commerciali, ma anche di interazione sociale e del conseguente vuoto sociale”.
Una petizione è partita, perché “ciò che è in gioco ora è la scomparsa di queste piccole imprese in tutto il Paese”, con l’obiettivo di raccogliere 1 milione di firme per sostenere la candidatura Unesco e “affinché questo simbolo della nostra identità culturale venga riconosciuto e preservato”. Tra i sostenitori del progetto c’è anche il Presidente francese Emmanuel Macron, un appoggio sicuramente importante, come ricorda la stessa Associazione che, nel suo sito, ha pubblicato una foto che vede insieme Amedeo Modigliani, Pablo Picasso e André Salmon davanti ad un bistrot, a dimostrazione che la storia, l’arte e la cultura è veramente passata da qui, continuerà a promuovere e diffondere iniziative per raggiungere un obiettivo che abbraccia tutta la Francia.
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