I mitologici Domaine de la Romanée-Conti e Domaine Leroy, insieme a Domaine de Cécile Tremblay, Domaine Dugat-Py e Domaine Roumier, dalla Côte de Nuits; e ancora cantine leggendarie come Domaine d’Auvenay, Coche-Dury, Domaine Jean-Marc et Thomas Bouley e Domaine Hubert Lamy: sono grandi classici del vino di Borgogna le prime 9 cantine della storia a fregiarsi delle “3 Uve”, il massimo riconoscimento dedicato al mondo del vino lanciato dalla Guida Michelin e svelato, oggi, a Digione al Palazzo dei Duchi di Borgogna. Venti le cantine premiate con “2 Uve”, 33 con “1 Uva”. Con la partenza che, dunque, come annunciato a fine 2025 dalla Rossa, non poteva che essere dalla Francia, e da una delle sue regioni del vino più importanti (in attesa, ora di Bordeaux, ma aspettando anche l’Italia, ndr).
“Questa prima selezione delle Uve Michelin rivela una Borgogna fedele alla propria eredità, ma decisamente viva. Se questa regione resta una delle più strutturate al mondo per la gerarchia dei suoi terroir e delle sue denominazioni, la nostra selezione dimostra che l’eccellenza non si limita al prestigio di un nome. Si esprime prima di tutto nella precisione del lavoro svolto in vigna come in cantina, così come nella personalità che ogni vignaiolo imprime al proprio domaine, al servizio della qualità dei vini. Mette, inoltre, in luce una Borgogna dinamica, in cui convivono più generazioni, percorsi e approcci diversi. Eredi di tradizioni familiari e nuove aziende vinicole partecipano all’evoluzione di un vigneto che continua a rinnovarsi senza rinnegare la propria identità. Questa diversità di profili e di espressioni conferisce tutta la sua ricchezza a questa prima selezione delle Uve”, dichiara Gwendal Poullennec, direttore internazionale Guida Michelin.
“Regione di riferimento per tutti gli appassionati di vino, la Borgogna incarna un approccio profondamente radicato nel patrimonio: le aziende vinicole familiari, a misura d’uomo - scrive ancora la Guida Michelin - perpetuano una tradizione di rigore e cura tramandata di generazione in generazione, dalla Côte de Nuits alla Côte de Beaune fino alla Côte Chalonnaise. Sono questa storia e questa identità, segnate da due vitigni che qui trovano la loro espressione più pura - Chardonnay e Pinot Noir - a rendere oggi la Borgogna celebre in tutto il mondo”.
Debutta così, dunque, la nuova classificazione della Guida Michelin dedicata al vino, con le 3 Uve Michelin, massima distinzione della selezione, che “valorizzano produttori d’eccezione: qualunque sia l’annata, gli appassionati possono orientarsi verso le produzioni dell’azienda con piena fiducia. Per questa edizione inaugurale, queste cantine d’eccellenza si dividono tra la Côte de Nuits e la Côte de Beaune, confermando lo status di queste due aree come terre di riferimento assoluto della Borgogna vitivinicola”.
Focus - I 9 domaines di Borgogna premiati con “3 Uve” dalla Guida Michelin
La Côte de Nuits colloca 5 dei suoi domaines tra le massime distinzioni di questa edizione inaugurale delle Uve della Guida Michelin, da Gevrey-Chambertin a Vosne-Romanée passando per Chambolle-Musigny e Morey-Saint-Denis.
Fondato nel 2003, il Domaine de Cécile Tremblay (Morey-Saint-Denis) è una delle rare creazioni completamente nuove della Côte de Nuits e, in meno di 20 anni, si è imposto come uno degli indirizzi più rinomati della Borgogna. Pronipote di Henri Jayer, Cécile Tremblay ha sviluppato uno stile tutto suo: viticoltura biologica, macerazioni lunghe e fresche, estrazione delicata, tannini setosi. I vini, provenienti principalmente da Vosne-Romanée, Chambolle-Musigny e Gevrey-Chambertin, si riconoscono per la purezza aromatica, la texture vellutata e la complessità. Una firma rara, costruita annata dopo annata con un’esigenza costante.
A Gevrey-Chambertin, il Domaine Dugat-Py produce quantità estremamente limitate provenienti da vigneti a bassissima resa, con conseguente produzione di vini concentrati destinati all’invecchiamento a lungo termine. Ottenuti da vigne molto vecchie in selezione massiva coltivate in biodinamica, sono elaborati secondo una vinificazione classica, con grappoli interi, lunghe macerazioni e affinamento in botte, sotto la guida di Bernard e poi di Loïc Dugat. Lo stile, a lungo potente e denso, si è affinato dal 2015 senza perdere nulla della sua forza.
Parallelamente, il Domaine Roumier, a Chambolle-Musigny, fondato nel 1924 da Georges Roumier, vignaiolo molto rispettato e pioniere dell’imbottigliamento presso la tenuta, si è affermato nel corso delle generazioni come uno dei riferimenti imprescindibili della Côte de Nuits. A lungo diretto da Christophe Roumier, figura emblematica della regione, è oggi nelle mani dei suoi nipoti.
Il Domaine de la Romanée-Conti (Vosne-Romanée), codiretto dal 2019 da Perrine Fenal e Bertrand de Villaine, figura naturalmente ai vertici di questa prima selezione. Insieme perpetuano una governance familiare a due voci ereditata dal 1942. Con Alexandre Bernier, direttore tecnico e maître di cantina, vegliano su un patrimonio unico di 28 ettari di grand crus, coltivati in biodinamica e vinificati nel rispetto delle tradizioni che hanno reso celebre il domaine in tutto il mondo.
Figura leggendaria della Borgogna, Lalou Bize-Leroy conclude magistralmente questa selezione in Côte de Nuits con il Domaine Leroy, a Vosne-Romanée, prima di passare alla Côte de Beaune con il Domaine d’Auvenay a Saint-Romain. Pioniera della biodinamica, guidata da un’esigenza senza compromessi, è l’unica vignaiola a collocare due domaines in questa prima selezione delle 3 Uve Michelin.
La Côte de Beaune riunisce, invece 4 tenute vitivinicole d’eccezione, da Meursault a Volnay passando per Saint-Aubin e Saint-Romain.
Lalou Bize-Leroy ha fatto del Domaine d’Auvenay (Saint-Romain) uno dei domaines più singolari e straordinari della Borgogna. Esteso su soli quattro ettari condotti in biodinamica con un’esigenza assoluta (potatura tardiva e corta, rese molto basse, vendemmie selezionate a mano), i vini, bianchi come rossi, raggiungono una densità e una complessità notevoli, pensati per un lunghissimo invecchiamento.
A Meursault, il Domaine Coche-Dury incarna un’altra forma di eccellenza. Fondato negli anni Venti da Léon Coche, ha attraversato quattro generazioni per diventare uno dei riferimenti della Côte d’Or. È stato Jean-François Coche a costruirne la fama. Dal 2010, suo figlio Raphaël perpetua questa eredità con lo stesso livello di esigenza, imprimendo progressivamente la propria impronta attraverso vini di maggiore finezza e di espressione sempre più trasparente del terroir. Su 12 ettari, il domaine produce bianchi eccezionali, dai premiers crus Perrières, Genevrières e Caillerets fino al Corton-Charlemagne, riconosciuti per l’acidità cesellata, l’intensità e la straordinaria capacità di invecchiamento.
Il Domaine Jean-Marc & Thomas Bouley (Volnay): Thomas Bouley ha fatto di questo domaine familiare di una decina di ettari uno degli indirizzi più rispettati della Côte de Beaune. Lavoro accurato delle vigne, rese moderate, forte impegno per la salute della vite: tutto è guidato dall’osservazione e dalla volontà di lasciare che ogni parcella riveli il meglio di sé. I vini sono morbidi ma potenti, costruiti attorno a tannini setosi e a una notevole profondità. Bottiglie pensate per invecchiare, che guadagnano sfumature e armonia con il passare delle annate.
Completa il quadro accanto al Domaine Hubert Lamy (Saint-Aubin). È uno dei domaines più significativi della Côte de Beaune, rivelato al mondo da Olivier Lamy, che ne ha assunto il pieno controllo intorno al 2000. Il domaine si estende su circa 20 ettari, principalmente a Saint-Aubin, con parcelle che arrivano fino al minuscolo Grand Cru Criots-Bâtard-Montrachet. Pioniere delle piantagioni ad alta densità, Olivier Lamy ha sviluppato un approccio volto a produrre grappoli più piccoli e concentrati. Ne risultano vini precisi, tesi e profondamente minerali, di grande purezza e dotati di un notevole potenziale di invecchiamento. Le cuvée Haute Densité sono oggi diventate cult e figurano tra i più grandi vini bianchi della Borgogna.
Le cantine di Borgogna con “2 Uve Michelin”
Domaine Dujac
Domaine Denis Mortet
Domaine Georges Mugneret-Gibourg
Domaines Bruno Clair
Gérard Mugneret
Jacques-Frédéric Mugnier
Domaine Jean-Claude Bachelet
Domaine Paul Pillot
Domaines Arnaud Ente
Benoît Ente
Benoît Moreau
Lamy-Caillat
Bonneau du Martray
Domaine des Comtes Lafon
Domaine des Croix
Domaine Leflaive
Étienne Sauzet
Jean-Marc Vincent
Bruno Lorenzon
Domaine Dureuil-Janthial
Le cantine di Borgogna con “1 Uva Michelin”
Armand Rousseau
Claude Dugat
Denis Bachelet
Duroché
Joseph Rotye
Trapet
Comte Georges de Vogüé
Ghislaine Barthod
Hudelot-Noëllat
Domaine Louis Boillot
Domaine Clos de Tart
Domaine des Lambrays
Domaine Ponsot
Domaine Arnoux-Lachaux
Domaines Sylvain Cathiard
Méo-Camuzet
Château de la Tour
Faiveley
Bernard-Bonin
Henri Boillot
Henri Germain
Roulot
Vincent Girardin
Domaine de Montille
Marquis d’Angerville
Michel Lafarge
Domaine Roblet-Monnot
Domaines Benjamin Leroux
Joseph Drouhin
Louis Jadot
Domaine Pierre-Yves Colin-Morey
Domaine Marc Colin
Domaine Henri et Gilles Buisson
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