Anche in Francia, come in Italia, il 2026 vede le esportazioni di vino andare in ribasso nel confronto con il 2025, anno già non indimenticabile per l’export che si era chiuso con un -4,1% in valore sul 2024 a 10,5 miliardi di euro. Secondo i dati elaborati da FranceAgriMer e consultati da WineNews, il bilancio dei primi 4 mesi dell’anno (gennaio-aprile 2026), per le esportazioni di vino francese ha registrato un calo sia in termini di volume (-1% a 4,02 milioni di ettolitri) sia, in misura più significativa, in valore (-4% a 3,5 miliardi di euro). E se la buona notizia, fa notare FranceAgriMer, è che alcuni mercati stanno mostrando segnali di ripresa, in particolare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna (ma solo in termini di volumi, nel confronto con il 2025, ndr), il trend è in linea generale negativo, tanto che la maggior parte dei principali mercati di esportazione rimane in fase di contrazione, anche se c’è, comunque, chi cresce. Il prezzo medio del vino francese all’export si attesta a 8,7 euro al litro, segnando una flessione superiore al 3% sul periodo precedente. Da sottolineare, in ottica di export, l’andamento degli spumanti che mostrano segnali positivi in volume e valore in alcuni mercati chiave.
Il mercato degli Stati Uniti, il più importante per la Francia, è in fase di ripresa all’inizio del 2026 per i volumi (+10%), a fronte, però, di una flessione nel valore (-11%). I volumi degli spumanti risultano stabili: nonostante un lieve calo dello Champagne (-4%), il comparto è sostenuto dalle ottime performance (+12%) per i Crémant e gli altri spumanti Dop. Il comparto del vino sfuso presenta risultati contrastanti: viene registrato un forte incremento delle vendite in piccoli formati (+128%), mentre i grandi formati sono diminuiti del 23%. I prezzi medi, in precedenza molto elevati, sono scesi nettamente (-19%) attestandosi a 10,5 euro al litro, una flessione che ha interessato tutte le categorie, ad eccezione del vino sfuso in grandi formati.
Anche il Regno Unito registra una crescita sostenuta dei volumi nel primo quadrimestre 2026 (+4%), anche se, parallelamente, il valore delle esportazioni è calato del -1%, penalizzato dai vini in bottiglia (-4%). Gli spumanti, invece, registrano performance particolarmente positive sia in termini di volume (+12%) che di valore (+6%), grazie alla significativa ripresa dello Champagne (+5% in volume) ed al forte slancio di Crémant e altri spumanti Aop (+29%). Il prezzo medio ha mostrato una tendenza al ribasso (-4%) pur mantenendosi su livelli elevati (9,4 euro al litro).
Il mercato europeo (-5% sullo stesso periodo 2025) risente del rallentamento negli acquisti in Paesi importanti per il vino francese come Germania, Belgio e Paesi Bassi. La Germania, principale mercato dell’Ue-27 per le esportazioni di vino francese, ha registrato un calo dei volumi di quasi il -5%, confermando la propria tendenza strutturale al ribasso. I vini in bottiglia hanno registrato un calo dei volumi di quasi il -7%, mentre quelli di vino sfuso si sono contratti del -8%. Gli spumanti hanno rappresentato l’unica categoria in crescita (+2%), trainati dalle ottime performance di Crémant e altri spumanti Aop (+6%) e dello Champagne (+13%). Le esportazioni verso il Belgio sono calate di quasi l’-11% in volume, mentre il valore è sceso di circa il -7%. Gli spumanti, comunque, hanno registrato un forte incremento raggiungendo una quota di mercato del 10%. Le esportazioni verso i Paesi Bassi confermano il trend negativo per l’export, nonostante una forte crescita delle bollicine.
Venendo al mercato asiatico, le esportazioni di vino francese verso la Cina registrano ancora un forte calo (-10% in volume e -5% in valore sul precedente periodo cumulativo), sebbene tali flessioni sembrino attenuarsi. I vini in bottiglia, che rappresentano la netta maggioranza delle vendite, sono responsabili della maggior parte delle perdite in termini di volume (-15%), mentre i vini sfusi (+134%) e gli spumanti (+21%) stanno guadagnando quote di mercato. Il prezzo medio all’export indica un’accelerazione della crescita (+6%, attestandosi a 10,5 euro al litro), raggiungendo un livello paragonabile, o addirittura superiore, a quello osservato sul mercato statunitense. Una tendenza che conferma la progressiva qualificazione verso l’alto dell’offerta sul mercato cinese negli ultimi anni e la concentrazione delle esportazioni su vini di maggior valore. I volumi di spedizione verso il Giappone, infine, sono in ripresa grazie ancora agli spumanti (+20%), trainati dallo Champagne (+25%). Il valore dell’export è aumentato del +9%, grazie al successo delle bollicine (+24%) che compensano il calo dei vini in bottiglia (-3%). Nel frattempo, il prezzo medio all’esportazione è salito di oltre il +4%, raggiungendo livelli molto elevati (13,50 euro al litro).
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026