Il Brasile è il secondo Paese al mondo, dopo l’India, a vietare contemporaneamente sia la produzione sia la vendita del foie gras, nonché il primo in America Latina e nell’emisfero occidentale a farlo attraverso una legge federale. Il Presidente Lula da Silva ha firmato, in questi giorni, la Legge n. 90/2020, che vieta in tutto il territorio nazionale la produzione, l’importazione, l’esportazione e la commercializzazione di alimenti ottenuti mediante alimentazione forzata degli animali (gavage), pratica comunemente associata alla produzione di foie gras. Si tratta del risultato di una campagna durata oltre 6 anni, guidata dall’organizzazione internazionale Animal Equality in Brasile. Dal 2020 questa ha affiancato indagini negli allevamenti e nei macelli ad attività di advocacy politica, manifestazioni pubbliche e campagne di mobilitazione per sostenere il disegno di legge.
Il foie gras è ottenuto dal fegato di anatre e oche sottoposte a un processo di alimentazione forzata. Lo scopo è provocare deliberatamente una steatosi epatica, comunemente nota come “fegato grasso”, facendo aumentare il volume dell’organo fino a dieci volte rispetto alle sue dimensioni naturali. Per indurre questa condizione, gli animali vengono alimentati forzatamente due volte al giorno tramite un tubo metallico lungo circa 30 centimetri, inserito direttamente nella gola. Per fare un paragone, ciò equivale a costringere un adulto di 80 kg ad ingerire 13 kg di cibo, in pochi secondi, due volte al giorno.
Oltre alle estreme sofferenze inflitte agli animali, il foie gras non ha mai rappresentato un settore economicamente rilevante per il Brasile: è sempre rimasto un prodotto di lusso destinato a una nicchia di consumatori, dal momento che il prezzo può raggiungere i 5.000 reais al chilogrammo (861 euro). Per anni soltanto due allevamenti brasiliani hanno allevato animali a questo scopo ed entrambi sono attualmente sottoposti a embargo. La produzione del foie gras è già vietata o fortemente limitata in diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Germania, Italia, Polonia, Argentina e Australia; tuttavia, un divieto completo sia della produzione sia della vendita era stato introdotto in precedenza soltanto in India, dove Animal Equality ha guidato la campagna che ha portato all’approvazione della normativa.
“Questo è un momento storico - ha dichiarato Sharon Núñez, presidente Animal Equality - il foie gras rappresenta una delle pratiche più crudeli inflitte agli animali sfruttati per il consumo umano e questa vittoria è ancora più significativa perché avviene in un Paese con un ruolo centrale nell’industria zootecnica mondiale. Il Brasile ha dimostrato che gli standard etici non sono negoziabili, neppure di fronte alle pressioni di interessi economici nazionali o internazionali. Siamo certi che questo traguardo ispirerà e favorirà cambiamenti anche in altre parti del mondo”.
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