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IL FUTURO DEL SETTORE

Intelligenza Artificiale e vino, l’uso cresce più in ufficio che in vigna, ma con grande rapidità

Report Wine Market Council sulle cantine Usa: aiuta in amministrazione, marketing e comunicazione, ma siamo in una fase di integrazione
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Ia e vino, in Usa è usata più in ufficio che nel vigneto (ph: Pexels/Pavel Danilyuk)

Cresce la familiarità con lo strumento, che viene sempre più utilizzato in campo amministrativo, marketing e comunicazione, anche se la sua adozione in vigna e cantina resta “moderata”. Così come i benefici riscontrati in termini di efficienza operativa, risparmio dei costi e miglioramento della qualità. Un nuovo sondaggio, specifico, sull’Intelligenza Artificiale applicata al settore del vino negli Stati Uniti, condotto dal Wine Market Council, associazione non profit statunitense specializzata nella ricerca di mercato sul consumo di vino, in collaborazione con WineBusiness Analytics, racconta che l’adozione dell’Ia nell’industria vitivinicola è aumentata in quasi tutte le aree, ma i progressi restano ancora poco omogenei: “si è passati da una fase esplorativa a una prima fase di integrazione”, si legge nel report. Lo studio mette a confronto una prima indagine svolta nel 2024 con la più recente eseguita nel 2026. Tra i 266 intervistati la percentuale che definisce “molto familiare” il suo rapporto con l’Intelligenza Artificiale è passata dal 22% di 2 anni fa al 30% di oggi (“lieve familiarità” è scesa, invece, dal 28% al 20%), ma sul fronte produttivo i livelli di utilizzo restano relativamente modesti.
L’adozione di sensori tra i filari, oppure, smistatori ottici, analisi tramite droni, strumenti per il monitoraggio e robotica in vigneto mostrano, infatti, incrementi lievi, se non stabili, tra il 2024 e il 2026, tanto che nessuno di questi aumenti, spiega il report, ha raggiunto la significatività statistica: “i risultati indicano che sebbene l’Ia stia gradualmente trovando applicazione in vigna e cantina, l’adozione vera e propria rimane prudente e selettiva”.
E allora in quali ambiti le aziende del vino americane utilizzano di più gli strumenti di Intelligenza Artificiale? In ufficio, secondo l’indagine. Quasi i due terzi degli intervistati dichiarano, infatti, di utilizzare ChatGpt o strumenti simili per redigere email, report e altre comunicazioni scritte, mentre oltre il 60% impiega l’Ia per il marketing. Tra il 2024 e il 2026, per esempio, la percentuale di utilizzo dell’Ia per la gestione dei social media è passata dal 12% al 21%, per generare immagini per creare foto o loghi dal 20% al 41%, per supportare campagne marketing dal 39% al 62%, per scrivere mail o report dal 38% al 66%, per svolgere analisi predittive dall’8% al 25% (come ha fatto anche WineNews, interrogando i più avanzati sistemi di Ia oggi disponibili sui trend del settore, e chiedendo ai produttori la loro opinione ed un’analisi delle risposte), per la traduzione linguistica dal 24% al 36%. Restano, invece, limitati gli utilizzi nelle relazioni con il cliente: solo un intervistato su 10 dichiara di utilizzare strumenti Ia integrati nei siti web, e ancora più bassi sono i numeri circa l’adozione di chatbot, assistenti virtuali, sistemi di raccomandazione dei vini e tecnologie di “Ai sommelier”. Risultati che suggeriscono come le aziende vinicole restino ancora caute nell’introdurre l’Intelligenza Artificiale direttamente nelle interazioni con il consumatore.
Al campione è stato chiesto anche di giudicare l’efficienza degli strumenti Ia su operatività, risparmio dei costi e miglioramento qualitativo: la percentuale che riporta benefici “moderati” è significativamente superiore a quella che riporta benefici “grandi”, ed è diminuita, invece, quella di chi ammette benefici moderati o elevati sulle applicazioni in vigneto, cantina e relazione con il cliente. Inoltre, dal 30% al 50% (a seconda dell’ambito) dichiara di non aver riscontrato alcun beneficio.
Rispetto, invece, all’indagine del 2024, agli intervistati è stata posta una nuova domanda: la fiducia percepita nei consigli generati dall’Ia. Solo il 3% dichiara di fidarsi “in grande misura”, mentre il 22% dichiara di non fidarsi affatto, il 38% riporta fiducia “in piccola misura” e il 37% “in misura moderata”.
Un’altra nuova domanda ha esaminato se le aziende avessero adottato politiche aziendali sull’uso dell’Ia e solo il 13% dichiara di avere una policy ufficiale, mentre l’87% afferma di non averne. Tuttavia, circa metà di coloro che hanno ammesso di non avere una policy, non utilizza, però, l’Ia per gli ambiti elencati dal sondaggio. Questo, spiegano i promotori dello studio, apre ad alcune valutazioni: intanto, il numero di utenti che utilizzano l’Ia nelle aziende del vino statunitensi potrebbero essere molti di più e anche che, senza policy chiare, i dipendenti potrebbero caricare involontariamente nei sistemi Ia pubblici informazioni aziendali riservate, dati dei clienti, informazioni finanziarie o strategie imprenditoriali.
“Il confronto tra i sondaggi 2024 e 2026 sull’Ia nell’industria vinicola statunitense rivela un settore sempre più familiare con le forme più diffuse di Intelligenza Artificiale e più disposto a integrarle nelle operazioni quotidiane - conclude il report - e sebbene consapevolezza e utilizzo siano cresciuti in modo significativo (soprattutto nell’amministrazione d’ufficio, nel marketing e nella comunicazione) l’implementazione rimane selettiva. I progressi più importanti si osservano nell’uso dell’Ia generativa e in piattaforme come ChatGpt, Claude, Gemini e Perplexity, strumenti ormai ampiamente utilizzati per la creazione di contenuti, supporto marketing, analisi e attività amministrative, dove gli intervistati riportano miglioramenti misurabili in efficienza e risparmio dei costi. Al contrario, l’adozione dell’Ia nella gestione del vigneto, nella vinificazione e nella relazione con il cliente rimane limitata. Malgrado queste tecnologie continuino a mostrare potenziale, i benefici percepiti sono generalmente più modesti e, in alcuni casi, sono diminuiti con l’esperienza pratica. Certo è che l’industria del vino non sta “resistendo” all’Ia: anzi, la sta adottando in modo pragmatico. Il fatto che solo una minoranza riporti benefici moderati o superiori è un’ulteriore ragione per un’adozione prudente e ponderata. La crescita futura dipenderà probabilmente da una maggiore affidabilità, da politiche di governance più solide e dalla capacità del settore di integrare l’Intelligenza Artificiale in modi che completino, invece che sostituire, l’esperienza umana, l’artigianalità e le relazioni che restano centrali nella produzione e nella vendita del vino”.

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