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IL RICONOSCIMENTO

Il vino al Quirinale con Marina Cvetic, guida di Masciarelli, e Cavaliere del Lavoro

Tanti i nomi dal mondo alimentare e ristorazione: Giacomo Ponti (Ponti e Federvini), Micaela Pallini (Pallini), Gioconda Gritti (Da Vittorio) ...

“Ricevere questa onorificenza rappresenta per me un grande onore e una profonda emozione. Questo riconoscimento arriva in un anno particolarmente significativo, in cui celebriamo i 35 anni della linea Marina Cvetic. È un traguardo che desidero condividere con la mia famiglia, con tutte le persone che lavorano ogni giorno al nostro fianco e con il territorio abruzzese, che continua a ispirare il nostro impegno. Questo titolo appartiene anche alla visione di Gianni Masciarelli, che ha creduto fin dall’inizio nelle straordinarie potenzialità del vino d’Abruzzo e nella sua capacità di affermarsi nel mondo”. Parole di Marina Cvetic, alla guida di Masciarelli, nome storico del vino d’Abruzzo, che oggi, al Quirinale, ha ricevuto dal Presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella, il riconoscimento di Cavaliere del Lavoro (già annunciato nei mesi scorsi).
“La nomina, proposta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy di concerto con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, riconosce il percorso professionale di Marina Cvetic e il suo contributo alla crescita e alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo abruzzese sulla scena internazionale. Al fianco di Gianni Masciarelli fin dagli esordi del progetto, Marina Cvetic ha condiviso una visione pionieristica, fondata sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sulla capacità di interpretare i vitigni internazionali nel territorio abruzzese. Un percorso che ha contribuito a portare i vini d’Abruzzo sulla scena internazionale, affermandoli accanto alle grandi espressioni dell’enologia mondiale e consolidando, al tempo stesso, il posizionamento di Masciarelli Tenute Agricole e il riconoscimento dell’Abruzzo come territorio di eccellenza vitivinicola”, spiega una nota ufficiale della cantina, che Marina Cvetic (che è anche stata pioniera nello sviluppo dell’enoturismo in Abruzzo grazie al recupero e alla valorizzazione di Castello di Semivicoli, oggi luogo-simbolo dell’ospitalità e della cultura del vino del territorio) guida dal 2008, per una realtà che oggi è presente in 50 Paesi del mondo, con un export che vale il 55% del giro d’affari, e dai 2,5 ettari di vigneti da cui è nata, ne conta 320 tra Chieti, Teramo, Pescara e L’Aquila, per una produzione di 2 milioni di bottiglie annue.
Ma, come già riportato al momento dell’annuncio delle nomine, sono tanti i nomi del food & beverage italiano nominati tra i Cavalieri del Lavoro 2026. Come Giacomo Ponti, alla guida della Ponti 1787, tra le aziende italiane leader nel settore degli aceti e dei condimenti, nonché presidente Federvini. Carica precedentemente ricoperta da un altro nome fresco di nomina a Cavaliere, come Micaela Pallini, che guida la storica azienda di famiglia attiva dal 1975 nella produzione di distillati e liquori. Ancora, dal settore dell’alta ristorazione, ecco Gioconda Gritti, fondatrice e presidente del ristorante “Da Vittorio, fondato nel 1966 a Bergamo con il marito Vittorio Cerea, e oggi ristorante tristellato Michelin che è il vertice di un gruppo, guidato dalla famiglia Cerea, che comprende ristoranti Da Vittorio a Shanghai e St. Moritz, quattro ristoranti DaV by Da Vittorio tra Bergamo, Portofino e Milano e diverse attività nell’ospitalità, compreso il catering di alto livello, con oltre 630 dipendenti. Ancora, legati al mondo del cibo, ci sono Vincenzo Androcano, fondatore e ad del Gruppo Androcano, specializzato nella commercializzazione di eccellenze gastronomiche italiane in Germania (dove distribuisce 9.000 referenze alimentari, tra cui 1.900 etichette di vino italiano), Sabato D’Amico, ad D & D Italia, specializzata nella produzione di conserve alimentari, Giangiacomo Ibba, presidente Fratelli Ibba, realtà della distribuzione all’ingrosso di generi alimentari e oggi tra i principali operatori della grande distribuzione organizzata in Sardegna e nel Centro Italia, Ambrogio Invernizzi, presidente della celebre azienda casearia piemontese Inalpi, Bruno Piraccini, presidente e cofondatore Orogel, Giuseppa Vitale, ad Prezzemolo & Vitale, azienda da lei fondata nel 1986 insieme al marito come piccola bottega alimentare a Palermo e oggi attiva nella distribuzione e nella gastronomia di alta qualità con dieci punti vendita a Palermo e sei a Londra, e, in qualche modo legato al settore alimentare, è anche Alberto Sorbini, presidente Enervit, azienda specializzata nella produzione di integratori per attività sportive e nella nutrizione funzionale.
“In questa occasione - ha detto nel suo discorso il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - celebriamo l’intraprendere. L’impresa, dalla quale deriva il lavoro, base della nostra comunità, sancita dai valori costituzionali. Dal proposito di assumere iniziativa, di lavorare, di ricostruire, di realizzare, in libertà e solidarietà, nasce il miracolo di ottanta anni di vita della Repubblica fatto di traguardi sociali ed economici che hanno reso dell’Italia del dopoguerra un protagonista a livello mondiale. Non dimentichiamo che l’impresa diffusa è motore dello sviluppo delle nostre comunità, è contrasto sostanziale allo spopolamento e alla rarefazione di servizi che, non da oggi, caratterizza le aree interne del nostro Paese, in un rincorrersi di effetti distruttivi che occorre contrastare con politiche efficaci. I Cavalieri del Lavoro che oggi ricevono le insegne del riconoscimento loro conferito sono protagonisti e immagine di questa realtà. Nelle fasi di incertezza - ha aggiunto ancora Mattarella, tra le altre cose - occorre il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia “del bel tempo andato” che non può tornare, ammesso che effettivamente esistesse. Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro. Molte imprese dimostrano di non avere timore e, in questo atteggiamento rendono un servizio al Paese che deve sapientemente saperle accompagnare in questo sforzo. Lo sviluppo del futuro richiede sostenibilità economica, ambientale, sociale. La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo. Nei momenti difficili bisogna porre le basi di nuove, migliori stagioni”.

Focus - Tutti i Cavalieri del Lavoro del vino
Da Piero Antinori, che con la Marchesi Antinori è uno dei massimi ambasciatori del vino e dell’eleganza enoica italiana, a Bruno Ceretto, uno dei grandi nomi che hanno fatto la storia di Barolo; da Arnaldo Caprai (scomparso quest’anno), la cui cantina, guidata dal figlio Marco Caprai, ha rilanciato il Sagrantino di Montefalco ed il suo territorio nel mondo, a Franco Argiolas, produttore di riferimento della Sardegna del vino; da Paolo Panerai, alla guida di Class Editori (e azionista di maggioranza del Gambero Rosso), produttore di grandi vini in Toscana (con Castellare di Castellina nel Chianti Classico e Rocca di Frassinello in Maremma) e in Sicilia (con Feudi del Pisciotto e Gurra di Mare), a Sandro Boscaini, alla guida di una delle realtà leader dell’Amarone della Valpolicella come Masi; da Maria Cristina Loredan Rizzardi, la cui famiglia annovera tra i propri avi anche un Doge di Venezia, proprietaria della cantina Guerrieri Rizzardi, a tre grandi nomi che hanno fatto la storia del vino di Sicilia, come il patriarca Diego Planeta (scomparso nel settembre 2020), fondatore della cantina Planeta, oggi guidata da Alessio, Francesca e Santi Planeta; da Giacomo Rallo, creatore di Donnafugata (scomparso nel maggio 2016), oggi guidata da Antonio e Josè Rallo, a Giuseppe Mastrogiovanni Tasca, fondatore della griffe Tasca d’Almerita (scomparso nel gennaio 1998), oggi guidata da Alberto Tasca d’Almerita; e, ancora, Gino Lunelli, presidente ad honorem di Ferrari Trento, oggi guidata da Matteo Lunelli (insieme a Camilla, Alessandro e Marcello Lunelli), Marilisa Allegrini, ai vertici del gruppo che ne porta il nome, e Giovanni Manetti, alla guida di Fontodi, una delle realtà più storiche e prestigiose del Chianti Classico. Passando, ancora, per personaggi come Ezio Rivella (scomparso a gennaio 2024), enologo-manager che, negli Anni Ottanta del Novecento, è stato anima della nascita di Castello Banfi, a Montalcino, uno dei più grandi investimenti privati nati da zero (da parte della famiglia italo-americana Mariani) nel mondo del vino italiano. E poi, nel 2023, Piernicola Leone De Castris, alla guida della storica Leone De Castris, fondata a Salice Salentino nel 1665 da Oronzo Arcangelo Maria Francesco dei Conti di Lemos, e presente sul mercato con le proprie etichette sin dal 1925, oggi tra le realtà più solide della viticoltura del Meridione; e Francesco Paolo Valentini, viticoltore abruzzese capace di imporsi, con i suoi vini naturali, su tutti il Trebbiano, nel difficile mercato dei fine wines, diventando una vera e propria griffe, protagonista nelle aste internazionali e sulle tavole stellate. Nel 2024 e nel 2025, quindi, l’ingresso di altri nomi importanti: Matteo Lunelli, alla guida di Ferrari Trento e del Gruppo Lunelli, Vittorio Moretti, patron del Gruppo Terra Moretti, e Piero Mastroberardino, alla guida della cantina campana Piero Mastroberardino. Ai quali, dunque, oggi si aggiunge anche Marina Cvetic, che porta avanti la storia della cantina abruzzese Masciarelli.

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