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ALLARME COSTI

Agricoltura, con i rincari dell’energia c’è il rischio di un’impennata dei prezzi già in autunno

Confagricoltura: indispensabile la transizione energetica che punti sulle rinnovabili, come il biometano, per tendere all’autosufficienza
AGRICOLTURA, CIBO, Confagricoltura, ENERGIA, MATERIE PRIME, RINCARI, Non Solo Vino
Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti

Anche l’agricoltura è in allarme per l’aumento dei costi dell’energia, degli imballaggi e delle materie prime, che freneranno l’economia, ripercuotendosi sulle tasche dei consumatori e minacciando la competitività dei settori produttivi, provocando un blocco alla ripresa, che l’Italia non può permettersi. Ne è convinta Confagricoltura, guidata da Massimiliano Giansanti, che sottolinea il rischio concreto di una forte impennata dei prezzi alla fonte e al consumo già a partire dall’autunno e propone politiche a salvaguardia della competitività. Come, per esempio, valorizzare il settore agricolo anche nel suo ruolo di produttore di energia verde, per tendere all’autosufficienza; in particolare, sostiene Confagricoltura, il biometano è una grande opportunità per contribuire alla transizione energetica ed alla decarbonizzazione, diminuendo le importazioni di metano per le aziende agricole e utilizzando la rete gas come vettore di energia rinnovabile.
L’Italia sconta un forte deficit energetico: importiamo il 73,4% dell’energia consumata (e addirittura il 93% considerando il solo gas) con le rinnovabili che arrivano soltanto al 20% del fabbisogno. L’aumento dei prezzi per i prodotti da origine fossile, insieme alla necessità di affrontare i cambiamenti climatici e contrastare l’inquinamento spingono con forza verso un’indispensabile transizione energetica, che punti sulle fonti rinnovabili Made in Italy.
La crescita dei costi delle materie prime, dal mais alla soia, dall’acciaio ai fertilizzanti, che va dal 20 al 60%, conclude Confagricoltura, è un forte campanello di allarme perché siamo fortemente dipendenti dall’estero.
Un esempio concreto: negli ultimi due mesi per trasportare i prodotti ortofrutticoli di prima, IV e V gamma da un’azienda associata alla Confederazione, dalla Piana del Sele ai mercati del Nord Italia e in Germania i costi di trasporto sono cresciuti del 20%, del 30% per gli imballaggi in cartone e del 40% per le buste d’insalata.

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