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ARGIANO, UNA DELLE PIÙ ANTICHE TENUTE DI MONTALCINO, CON OLTRE 100 ETTARI DI TERRENO (53 A VIGNETO), E LA SPLENDIDA VILLA RINASCIMENTALE, VENDUTA DA NOEMI MARONE CINZANO. STANDO AI RUMORS, AFFARE DA 40-50 MILIONI DI EURO E COMPRATORI BRASILIANI

Italia
La villa e i vigneti di Argiano, un luogo magico di Montalcino

Argiano, una delle più antiche tenute e cantine del territorio di Montalcino, che conta oltre 100 ettari di terreno di cui 52 a vigneto (337.000 bottiglie, di cui 109.000 di Brunello di Montalcino), disposto in un unico corpo intorno alla splendida villa di epoca rinascimentale, costruita dalla nobile famiglie senese dei Pecci (l’architetto era Baldassarre Peruzzi), e fino ad oggi di proprietà di Noemi Marone Cinzano, passa di mano. Ad annunciarlo tanti rumors che, in questi giorni, escono da Montalcino e dalla rivista Usa “Wine Spectator”, alla quale Noemi Marone Cinzano sembra abbia voluto dare la storia della cessione completa in primis.
Sconosciuti il prezzo ufficiale (si parla di 40-50 milioni di euro) e compratore (stando ai rumors, un gruppo di investitori brasiliani). La ragione della vendita dell’azienda, sanissima dal punto di vista economico, di dimensioni ideali e dal marchio importante ed affermato, sarebbe il fatto che Noemi vuole focalizzarsi di più sull’altra sua tenuta in Argentina: Bodega Noemia de Patagonia, che la contessa possiede insieme al winemaker di Argiano, Hans Vinding-Diers.
“Ho lasciato la guida della cantina a persone che amano il Brunello di Montalcino”, spiega Noemi in una lettera che la contessa ha inviato, oggi, dalla Patagonia, a tutti i dipendenti e collaboratori. La direzione della squadra di lavoro è ora sotto la direzione di Giorgio Gabelli, general manager dal 2013, mentre Vinding-Diers continuerà ad essere l’enologo (carica che ricopre dal 2003).
Il padre di Noemi Marone Cinzano, Alberto Marone Cinzano (arrivato a Montalcino nel 1973, acquistando Tenuta Col d’Orcia dalla famiglia Franceschi), ha, di fatto, rilevato, dal 1980 al 1989, le quote di Argiano (fino ad averne il 100%) dalla famiglia Gaetani Lovatelli d’Aragona (in precedenza, tanti ettari di terreno sono stati acquistati dalla Castello Banfi, l’ultimo nel settembre 1980), che si era, nel frattempo, imparentata con i Marone Cinzano (con il matrimonio tra Gelasio Gaetani Lovatelli d’Aragona e la stessa Noemi). “Alla fine degli anni Ottanta Col d’Orcia e Argiano - racconta il conte Francesco Marone Cinzano, figlio di Alberto e fratello di Noemi, alla Montalcinonews (www.montalcinonews.com) - erano di proprietà della Francesco Cinzano Spa. Nel 1991 lo scorpora delle aziende di Montalcino, che ci dividemmo con mia sorella: a me Col d’Orcia e Tenuta di Argiano a Noemi”.
Gelasio Gaetani Lovatelli d’Aragone, sentito da Winenews, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla vendita di Argiano, se non … “sono triste”.
E la memoria, anche quella di Winenews, torna a Giosuè Carducci, in una lettera del 1886 diretta alla contessa Ersilia Gaetani Lovatelli, proprietaria di Argiano e donna di sua enorme cultura (aprì il suo salotto all’intellighenzia dell’epoca: De Rossi, Carducci, D’Annunzio, Nigra, Bonghi, Gregorovius, Pigorini e Zola) che sfidò le convenzioni del tempo, dove il premio Nobel scrisse: “Mi tersi con il vin d’Argiano, il quale è buono tanto”.

Focus - Storia della Famiglia Marone Cinzano a Montalcino
I fratelli Noemi, Francesco ed Enrico Marone Cinzano sono i figli di Cristina Camerana (figlia del conte Giancarlo e della contessa Laura Nasi, cugina prima degli Agnelli) e di Alberto Marone Cinzano, morto a sessant’anni, dopo una vita dedicata all’espansione dell’azienda, divenuta una delle maggiori realtà produttrici di vermouth e spumanti del mondo, fondata, dalla sua famiglia, già nel 1757. Erano gli anni ’70 quando la famiglia Cinzano, originaria del Piemonte, intreccia la sua storia con quella di Montalcino. Da principio, tutto inizia con la tenuta Col d’Orcia, con le sue vigne ma anche con le molte varietà di colture, tra le più comuni, inclusi grano, tabacco, olive e uva. La Contessa Noemi Marone Cinzano, cresciuta tra i vigneti di famiglia, si sposa con un altro personaggio illustre di Montalcino, l’aristocratico Gelasio Gaetani Lovatelli, con cui da alla luce due bambini. Dopo anni di esperienze appassionanti, fra cui un viaggio in Brasile a soli 17 anni, la contessa Noemi Marone Cinzano, nel 1992, inizia un nuovo viaggio intorno all’universo del vino, sceglie di stabilirsi proprio Montalcino nella Villa di Argiano, la tenuta che, fino ad allora, era stata guidata dalla duchessa Gaetani dei Conti Lovatelli. Edificata in epoca rinascimentale, per volontà della nobile famiglia senese dei Pecci dall’architetto Baldassarre Peruzzi, come luogo per puntare ad una produzione vitivinicola di alta qualità, la villa, nei secoli, passò ai conti Pieri dai quali, per eredità, arrivò ai marchesi Ballanti Merli ed alla duchessa Gaetani dei Conti Lovatelli.

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