Con il primo Brunello di Montalcino imbottigliato nel 1964, la partecipazione alla fondazione del Consorzio con altri 24 soci e l’esportazione delle proprie bottiglie all’estero fin dagli anni Settanta, l’azienda Capanna si trova in effetti fra le mani una storia di pioniera da raccontare. Nata mel 1957, Capanna è da sempre della famiglia Cencioni: con Giuseppe come fondatore, seguito dai figli Benito e Franco, dal nipote Patrizio e oggi da Amedeo, quarta generazione con la quinta già pronta nel nido. La cantina si trova ai piedi della collina di Montosoli e guarda dritto al paese di Montalcino. Lì intorno si sviluppano la maggior parte dei 28 ettari vitati aziendali: il Sangiovese vi occupa la maggior parte dei filari, ma c’è anche del Moscato Bianco (Capanna è fra le poche aziende che ancora produce Moscadello, anche in Vendemmia Tardiva), del Merlot e del Pinot Grigio. La conduzione è biologica dal 2024, mentre fra il 2019 e il 2020 ha esordito il progetto di ospitalità: stanze e ristorante poco più a est, attorniati dalle colline più dolci che aprono verso le Val d’Orcia e d’Arbia. Fra le 90.000 bottiglie prodotte in media non manca nulla, bianchi e rosati compresi, ma soprattutto ci sono le etichette della denominazione. Il Brunello Riserva 2020 è scuro e profondo nei profumi di mora e ciliegia, sottobosco e goudron: il sorso è pepato ma fresco, dall’aderenza sapida e dal lungo finale agrumato e floreale.
(ns)
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