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Da Eataly in borsa al vino, da Fico alla politica e al 2018 anno del cibo: a WineNews parla Oscar Farinetti. “La quotazione vedremo come andrà, ma è giusto che parte dell’azienda, purtroppo unica catena italiana globale del food, sia degli italiani”

Italia
Vino sempre più importante nelle attività di Oscar Farinetti, alla guida del gruppo Fontanafredda

“Non siamo sicuri di niente quando iniziamo un percorso, ma penso che la Borsa sia la scelta giusta per la nostra azienda, che purtroppo è la unica catena italiana globale del food, e ormai fatturiamo di più nel mondo che in Italia. Vedremo come andrà, ma penso che sia giusto che parte dell’azienda sia degli italiani, e comunque parliamo del 30% del capitale, il grosso lo teniamo noi”. Così a WineNews il patron di Eataly Oscar Farinetti, commenta l’annunciato debutto in Borsa di Eataly, che dovrebbe arrivare entro la metà del 2018.

Farinetti che, alla guida del gruppo Fontanafredda (che oltre alla capofila e storica realtà del Piemonte, nel 2016 ha acquistato una serie di partecipazioni in aziende vitivinicole italiane per oltre 11 milioni di euro, Le Vigne di Zamò, in Friuli; le Cantine del Castello di Santa Vittoria, nel Roero, in Piemonte; San Romano, nel territorio di Dogliani, in Piemonte; le due aziende Serafini & Vidotto, in Veneto; le due aziende biologiche Brandini a La Morra, nel territorio del Barolo, in Piemonte), vede il vino crescere per importanza tra le sue attività. “È così, perché mi piace fare da matti quello buono, e non è semplice”.

Anche se la vera “next big thing” di Farinetti sarà l’apertura di Fico - Eataly World, in novembre, a Bologna: “sarà una cosa eclatante, vedrete il luogo più importante al mondo per l’agroalimentare. Una specie di Disneyland, è vero, ma in senso positivo. Negli Stati Uniti la cosa più vecchia che hanno è Fort Alamo, del1848, quindi hanno dovuto inventarsi una cosa nuova. Noi dobbiamo prendere questa idea di narrazione e farla sulle cose vere, nostre, e raccontarle, con piacere”.

Da sempre amico di Renzi, a Farinetti viene naturale chiedere se, dall’ex premier a quello attuale, Gentiloni, ci sia la dovuta attenzione della politica per il made in Italy Agroalimentare. “Attenzione enorme - taglia corto Farinetti - il 2018 anno dedicato al cibo la dice lunga, Martina e Franceschini li vedo molto in forma, sono due Ministri (Politiche Agricole e Beni Culturali, ndr) che credono moltissimo in questo”.

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