Nuovi segnali di ripresa per l’export del vino italiano nel 2026 che, dopo un inizio difficile, sta riprendendo vigore pur rimanendo ancora distante, e in netta perdita, rispetto ai valori 2025. Secondo i dati Istat, pubblicati oggi e analizzati da WineNews, nel primo trimestre 2026 le esportazioni enoiche tricolori verso i mercati esteri hanno totalizzato 1,7 miliardi di euro, a -8,2% sullo stesso periodo 2025, ma con un miglioramento evidente rispetto a gennaio 2026 (-18,7% in valore) e al primo bimestre dell’anno (-13,3%). I volumi si attestano a 472,8 milioni di ettolitri (-4% sul primo trimestre 2025), perdendo qualcosa rispetto al dato pubblicato a febbraio 2026 (-3,2%).
Un balzo in avanti per il comparto, pur con le ovvie difficoltà che rimangono, in cui spicca la performance sul mercato n. 1, quello degli Stati Uniti: nel primo trimestre 2026 l’export ha toccato quota 407,9 milioni di euro e, se il confronto sui 12 mesi è decisamente negativo (-20,5%), non va dimenticato che i primi due “bollettini” dell’anno citavano, rispettivamente, -35,2% a gennaio 2026 e -27,5% a febbraio 2026, a conferma che qualcosa si sta muovendo. Marzo 2026 su marzo 2025, per il vino italiano negli Usa, ha avuto un calo di esportazioni di circa 13 milioni di euro, un passivo decisamente più “light” rispetto ai precedenti rilevamenti. I volumi, a 81,6 milioni di ettolitri sono in calo del -8,4% sul primo trimestre 2025, ma recuperano sul -11,5% di febbraio 2026 e rispetto al -19,3% di gennaio 2026.
I mercati principali per il vino italiano, considerando il trimestre gennaio-marzo 2026, migliorano tutti come andamento rispetto allo “score” visto nel bimestre. Ad iniziare dalla Germania, a 263,3 milioni di euro (-4,5%, rispetto al -9,1% di febbraio 2026), la piazza principale nel Vecchio Continente. Il Regno Unito, pur ancora in negativo (-8,3%), a 154,2 milioni di euro, fa comunque meglio del dato di febbraio 2026 (-12,9%). Il Canada, a 94,8 milioni di euro, va in positivo (+0,3%), precedendo la Svizzera a 86,4 milioni di euro (-9,6%), la Francia che, con 67,5 milioni di euro, segna un sorprendente +4,3% ed i Paesi Bassi, dove le esportazioni vanno ad un passo dai 56 milioni di euro (-4,7%). In Belgio le esportazioni enoiche italiane valgono 48,9 milioni di euro, pur con una frenata in doppia cifra (-10%) sullo stesso periodo 2025, ma recuperano oltre 7 punti percentuali su febbraio 2026. Continua il grande exploit della Russia dove il vino italiano risale a 45,2 milioni di euro (+46,5%), superata la Svezia (45 milioni di euro, -7,3%) e distaccato ulteriormente il Giappone (37,8 milioni di euro, -5,3%), il più importante Paese asiatico per il vino italiano che, comunque, risale dal -8,3% di febbraio 2026. Torna a lanciare messaggi incoraggianti la Cina, pur ancora con valori molto bassi rispetto alle proprie potenzialità, ma con un trend sempre in positivo nel 2026 (19 milioni di euro nel trimestre, +17%). In crescita anche il Brasile, uno dei mercati emergenti più attenzionati (9,3 milioni di euro, +11,8%), mentre l’Australia si è fermata a 13,4 milioni di euro (-20%).
Il 2026, per il vino italiano e non solo, rimane, comunque, un anno difficile e con variabili imprevedibili, dalle tensioni internazionali al cambiamento dei consumi, solo per citare qualche esempio, ma la risalita, iniziata a febbraio e proseguita a marzo (e che ha coinvolto tutti i principali mercati), sul 2025 (anno complicato e negativo, ma anche alla luce del confronto con un 2024 da record), lascia ben sperare per i mesi a venire.
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