Dai profumi intensi e densi di more in confettura, rosa rossa e spezie orientali, poggiate su di un sottofondo di foglie di alloro e bacche di ginepro, il Vis à Vis 2023 di Gianfranco Donatelli riflette al naso il colore scuro, profondo e vellutato del Primitivo che accoglie il bicchiere. In bocca non cede di un passo: fruttato, speziato e balsamico, si aggrappa al palato diffondendo calore, sapore e acidità, persistendo a lungo con sensazioni ammandorlate e dalle tonalità color porpora. Un Primitivo complesso e strutturato, risultato di una vinificazione che prevede 18 mesi di maturazione in tonneau di rovere francese, a partire da uve che crescono sul suolo calcareo e argilloso ai piedi delle Murge, verso il mar Ionio. Siamo nella luminosa campagna a nord di Grottaglie, a quasi 200 metri di altezza, sottoposta a costante ventilazione: qui Gianfranco Donatelli, da un piccolo vigneto di appena 1,4 ettari denominato Clos Mannara, ha iniziato la sua avventura vitivinicola, piantando 0,9 ettari di Primitivo nel 2021 e 0,5 ettari di Francavilla Bianco (antico vitigno pugliese in via di estinzione) nel 2026, con l’idea di produrre poco vino ma di qualità, e di grande espressione territoriale, adatto, insomma, alle richieste del mercato odierno. La tecnica usata per questa prima etichetta è la stessa che adotta in sala operatoria a Parigi, dove lavora come chirurgo: precisione millimetrica e massimo rigore.
(ns)
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