Il portafoglio etichette della cantina salentina è composto - oltre che dall’arcinoto Es e dall’Es Red (selezione speciale di Primitivo) - dal Sé (Primitivo “di entrata”), dal GF (spumante rosato da uve Negroamaro), dal Sedicimila (bianco da uve Fiano) e infine dallo Jo (Negroamaro in purezza). Quest’ultimo è protagonista del nostro assaggio e deve il suo nome al mar Ionio, che bagna le coste del Salento. La versione 2022 - ottenuta da uve leggermente appassite in pianta e maturata in barrique nuove e di secondo passaggio per 9 mesi, senza chiarifiche e filtrazioni, a cui seguono 12 mesi di affinamento in bottiglia - possiede profilo olfattivo generoso, dai profumi di frutta rossa matura e in confettura, con tocchi di mirto e tabacco su base speziata. In bocca il sorso è ampio e polposo: attacca morbido per poi farsi più vivace nell’incontro con i suoi tannini materici, dimostrando una fragranza acida di buona presenza, che detta anche il ritmo di un finale persistente e ben profilato, dai ritorni fruttati. Era il 2004 quando Gianfranco Fino, a partire da una piccola vigna ad alberello, intraprese un’avventura enologica senza pari, proponendo vini dotati di una particolare personalità, che poi ha fatto scuola nell’intera Puglia enoica. Oggi sono 23 gli ettari di vigneto di proprietà e dalla nuova cantina di Manduria, che comprende anche un wine resort, escono complessivamente 30.000 bottiglie all’anno.
(fp)
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