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LA FOTOGRAFIA

Gli italiani non abbandonano il vino: il 94% lo beve (almeno occasionalmente)

I risultati di uno studio pubblicato dal Crea: ad orientare gli acquisti è in primis il gusto (82%), seguito dalla denominazione di origine (73,7%)
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Gli italiani non abbandonano il vino: il 94% lo beve (almeno occasionalmente)

Il vino continua ad avere un ruolo centrale nelle abitudini degli italiani anche se cambiano i modi di sceglierlo e consumarlo. A raccontarlo è un’indagine su 1.038 consumatori (realizzata nel 2024) i cui risultati sono stati pubblicati in questi giorni su “CreAgritrend”, il bollettino trimestrale messo a punto dal Crea, con il suo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia che, nell’ultimo numero, ha incluso anche lo “Speciale Vino e Consumatori”: il 94,4% del campione beve vino almeno occasionalmente, con preferenze e comportamenti che variano soprattutto in base all’età e al genere. Ad orientare gli acquisti è innanzitutto il gusto (82%), seguito dalla denominazione di origine (73,7%), mentre il 41,2% è disposto a spendere oltre 20 euro per una bottiglia anche se la fascia di prezzo tra i 4 e gli 8 euro a bottiglia è la più ricercata.
La fotografia scattata è quella di un consumatore attento non soltanto al prezzo, ma anche alla qualità, all’identità ed al valore del territorio. Se il 94,4% degli intervistati dichiara di consumare vino almeno occasionalmente c’è un 56,5% che lo fa almeno una volta a settimana. Le fasce di età incidono sulla mappa del consumo quotidiano che passa dal 3,8% tra i 18-24 anni, al 24,6% nella fascia 55-65 anni, mentre la quota di chi beve vino raramente diminuisce dal 32,3% al 16,6%, nelle medesime classi.
Con l’età a mutare è anche il contesto nel quale il vino viene consumato. Il consumo a casa cresce progressivamente, dal 33,3% dei più giovani al 61,6% della fascia 55-65 anni. Eventi e occasioni da amici o parenti seguono, invece, un andamento opposto e assumono maggiore rilievo nelle fasce più giovani. Il consumo al ristorante, al bar o in enoteca rimane relativamente stabile, attestandosi intorno al 50-60% nelle diverse classi di età, si legge nel bollettino del Crea.
Il vino rosso è il più gettonato, ma il confronto per genere evidenzia profili differenti. Il consumo di vino rosso, infatti, interessa prevalentemente il genere maschile, lo consuma spesso il 56,7% degli uomini contro il 47,3% delle donne. Per il vino bianco la situazione cambia e, quindi, si passa al 45,5% tra le donne e al 36% tra gli uomini. Il rosé viene consumato spesso dal 20,5% delle donne e dal 15% degli uomini.
Quanto si spende per il vino? La fascia compresa tra 4 e 8 euro rappresenta il baricentro degli acquisti abituali e raccoglie il 45,8% delle risposte. Il 32,8% delle preferenze si colloca tra 8 e 15 euro, mentre per le bottiglie sotto i 4 euro si scende all’11,8% e, oltre i 15 euro, al 9,6%. Ma se agli intervistati viene chiesto quale sia il prezzo massimo che sarebbero disposti a pagare, il 41,2% afferma sopra i 20 euro (di cui il 27,8% tra 20 e 30 euro ed il 13,4% oltre i 30 euro). La distanza tra spesa abituale e disponibilità massima suggerisce, quindi, che, in determinate occasioni, una parte consistente dei consumatori è disponibile a salire di fascia.
Il prezzo non è il primo criterio di scelta perché è il gusto ad ottenere il punteggio medio più elevato (4,22 su una scala da 1 a 5) ed è giudicato importante o molto importante dall’82% degli intervistati. Seguono la denominazione di origine, con una media pari a 4 ed il 73,7% di valutazioni elevate e il prezzo, con una media di 3,91 e il 71,1% di giudizi importante o molto importante. Anche la cantina di produzione mantiene un ruolo significativo (3,79; 66,3%), mentre l’anno di produzione (3,48; 51,8%) e, soprattutto, il packaging (3,27; 42,6%) risultano meno determinanti. Un trend, quello di privilegiare fattori come gusto e denominazione di origine, che svela come il valore attribuito al vino non dipenda esclusivamente dal prezzo, ma anche dalla qualità percepita e dalla riconoscibilità del prodotto.

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