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STRATEGIE

BolognaFiere, nuova partnership con “Raw Wine” per l’unica tappa italiana, nella “Slow Wine Fair”

Il 21-23 febbraio 2027, il movimento fondato da Isabelle Legeron a Bologna, sempre più forte nel settore del vino naturale, biologico e biodinamico

Continua ad ampliarsi sempre di più il “mosaico vinicolo” di BolognaFiere, che continua a far crescere la propria offerta di eventi enoici rivolti a target e nicchie precise di professionisti e consumatori. E se è ormai passata da qualche settimana la “Champagne Experience” di Excellence Sidi, ed il prossimo appuntamento in calendario, è il “Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti” della Fivi (21-23 novembre), aspettando il debutto in Messico della “Wine Experience” (il 5-6 novembre a Città del Messico, dopo le edizioni già in archivio di Londra, in Uk e ad Ho Chi Minh City, in Vietnam), il “big event” della fiera bolognese (che nel frattempo ha acquisito il 49,9% di Gambero Rosso Holding, guardando, secondo molti analisti, ad acquisirne la maggioranza già nei prossimi mesi), resta la “Slow Wine Fair”, in partnership con Slow Wine e Slow Food, dal 21 al 23 febbraio 2027, insieme a Sana Food. E dove debutterà, sempre in contemporanea, la nuova partnership anche con “Raw Wine”, la “community mondiale di riferimento per i vini naturali, biologici, biodinamici e a basso intervento”, fondata dalla prima donna Master of Wine di Francia, Isabelle Legeron (che per il suo contributo al settore enologico, sarà presto insignita anche della Legion d’Onore, la più alta onorificenza conferita dalla Repubblica francese), che riunisce le voci di oltre 2.000 vignaioli artigiani e “riveste un ruolo riconosciuto in tutto il mondo. Come testimonia il suo network di appuntamenti fieristici, che tocca ogni anno le piazze più importanti del mercato vitivinicolo in Europa, Nord America e Asia, e che ora avrà Bologna come tappa italiana, in esclusiva, spiega una nota di BolognaFiere. Per un’operazione che mira ad rafforzare il ruolo della fiera “in un mercato del vino sempre più competitivo, dove identità, sostenibilità e autenticità assumono un ruolo crescente nelle scelte di consumo e di distribuzione”, ed a far crescere il posizionamento internazionale della stessa “Slow Wine Fair”, consolidandola come “piattaforma dedicata ad una viticoltura artigianale, sostenibile e indipendente, capace di connettere produttori e professionisti che condividono la stessa visione del vino e del suo futuro”.
Alla base dell’accordo siglato con “Raw Wine”, spiega BolognaFiere, “c’è una profonda sintonia di valori e obiettivi: valorizzare il vino come espressione autentica del territorio, della biodiversità e delle persone che lo producono. Da un lato “Slow Wine Fair”, ispirata ai principi del Manifesto Slow Food per il vino buono, pulito e giusto; dall’altro “Raw Wine” impegnata a promuovere una maggiore consapevolezza del valore di prodotti ottenuti da coltivazioni e processi che rispettano e preservano la biodiversità, dalla terra al bicchiere. Stesso focus, dunque, sulle aziende che adottano pratiche agronomiche sostenibili in vigna e tecniche poco invasive in cantina, lasciando che il vino resti un prodotto vivo e in grado di evolvere, di rispecchiare maggiormente la vocazione del vitigno e del territorio in cui è coltivato”.
“Siamo entusiasti di questa collaborazione e di poter supportare il movimento a favore dei vini biologici, biodinamici e naturali a basso intervento. La raison d’être di Slow Food è di fondamentale importanza per noi - commenta la fondatrice di “Raw Wine”, Isabelle Legeron - e siamo felici di contribuire a diffonderne il messaggio. Non c’è davvero nulla di meglio che unire le forze per dare più voce alla nostra missione comune: liberare ciò che mangiamo e beviamo dalle logiche industriali. Aprire le menti per aprire i mercati”.
L’accordo, spiega ancora BolognaFiere, prenderà forma nel padiglione 20 di “Slow Wine Fair”, dove “Raw Wine” svilupperà un’area espositiva dedicata ai produttori internazionali di vini naturali, biologici, biodinamici e a basso intervento. “Questi vignaioli potranno entrare in contatto con una platea qualificata di importatori, distributori specializzati, enotecari, sommelier e professionisti della ristorazione e dell’ospitalità. Un programma di degustazioni e masterclass contribuirà a favorire il dialogo tra cantine e operatori, e la valorizzazione delle produzioni. I produttori di “Raw Wine” potranno, inoltre, beneficiare della dimensione internazionale della “Slow Wine Fair”, che nell’ultima edizione, grazie al supporto di Agenzia Ice, ha accolto 350 buyer provenienti da 32 Paesi, e registrato oltre 2.000 incontri b2b”.
E proprio l’internazionalizzazione rappresenta uno dei principali driver di sviluppo della “Slow Wine Fair” e uno dei motivi che hanno portato alla sinergia con “Raw Wine”, come sottolinea Rossano Bozzi, direttore Business Unit BolognaFiere: “il futuro delle manifestazioni fieristiche non si misura soltanto dalla loro dimensione, ma anche dalla capacità di aggregare community riconoscibili su scala internazionale, di interpretare l’evoluzione dei mercati e di generare opportunità concrete di business per gli operatori coinvolti. Con “Raw Wine” compiamo un passo importante nel percorso di posizionamento internazionale di “Slow Wine Fair”. La nostra ambizione è quella di consolidare, a Bologna, una piattaforma distintiva per la viticoltura artigianale, sostenibile e indipendente, capace di connettere produttori, buyer e professionisti che condividono una precisa visione. In un mercato sempre più competitivo, crediamo che identità, autenticità e qualità delle relazioni siano un valore aggiunto. È su questi principi che stiamo costruendo con Slow Food la crescita internazionale di “Slow Wine Fair”, dando risalto all’identità dei produttori e creando nuove opportunità di accesso ai mercati”.

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