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GUIDE - IL SAGRANTINO DI MONTEFALCO “25 ANNI” 2001 DI CAPRAI E’ IL MIGLIORE D’ITALIA. IL VINO CHE METTE D’ACCORDO TUTTE LE GUIDE D’ITALIA

E’ il Sagrantino di Montefalco “25 Anni” di Caprai, il migliore vino d’Italia. A certificarlo è la classifica combinata delle più autorevoli guide italiane (Gambero Rosso, L’Espresso, Sommeliers, Veronelli, Maroni), realizzata da “Milano Finanza”.

Il Sagrantino di Montefalco, il vino umbro che deve la sua rinascita soprattutto alla cantina Caprai ed oggi divenuto ormai un cult a livello nazionale ed internazionale, a simbolo della qualità dell’enologia italiana, ha messo d’accordo tutti i più autorevoli critici: “è un riconoscimento importante che ci appaga del duro lavoro svolto in tutti questi anni - spiega Marco Caprai - e dimostra l’importanza di scommettere sui vitigni autoctoni che rappresentano il nostro patrimonio più importante. Non a caso la Toscana vorrebbe il nostro Sagrantino. Ma il successo di oggi è anche il successo di un territorio: già, nel 1998, avevamo ricevuto questo grande riconoscimento, a distanza di 6 anni torniamo a replicare questo successo, sinonimo, ancora una volta, della qualità del nostro lavoro”.

Ma oltre ad incoronare il “re dei re”, la classifica di “Milano Finanza” mette in luce le tendenze in atto nel mondo del vino: emerge, così, la preponderanza dei vini rossi in testa a tutte le classifiche (il primo bianco è solo al sedicesimo posto), con una sorprendente affermazione di regioni produttrici emergenti e il consolidamento della Toscana sulla rivale di sempre, il Piemonte.
Nella “Top 10”, accanto al Sagrantino di Montefalco “25 Anni” di Caprai, sfilano il Masseto 2001 e l’Ornellaia 2001 della Tenuta Ornellaia, seguiti dal Barbaresco 2001 di Angelo Gaja. A seguire l’Aglianico del Vulture di “Basilisco” 2001, il Nobile di Montepulciano “Vigna Asinine” 2001 di Poliziano, il Nobile di Montepulciano “Vigneto Antica Chiusina” 2001 della Fattoria il Cerro (SaiAgricola), il Barbaresco “Rabajà” 2001 di Bruno Rocca, il “Sassicaia” 2001 della Tenuta SanGuido, il Barolo Vursu Vigneto Campé 2000 di “La Spinetta”.

Il distretto del Sagrantino di Montefalco si estende su 700 ettari di vigneti e fattura una media di 20 milioni di euro l’anno. L’azienda Caprai - dal 1988, in mano al giovane imprenditore Marco Caprai, oggi quarantenne - coltiva vitigni su una superficie di 150 ettari, con una produzione pari a 700.000 bottiglie, e fattura cinque milioni di euro l’anno. Il 25% della sua produzione è destinato all’export: le sue bottiglie sono vendute in 30 diversi Paesi nel mondo, in particolare Usa, Giappone, Germania, Svizzera, Belgio e Olanda. Particolarmente attenta a Internet e alle nuove tecnologie, Caprai è stata anche la prima cantina in Italia a creare un vino da vendere solo on-line, il “Nero Outsider”, che ha ottenuto un enorme successo commerciale.

Da una quindicina d’anni ha rilanciato il Sagrantino sui mercati mondiali, realizzando una sorta di “banca” dei genotipi dai quali sono stati estratti i biotipi in selezione, clonandone una cinquantina per la sperimentazione. Quello del Sagrantino è considerato esempio classico della valorizzazione di una varietà autoctona di vitigno.

Il Sagrantino di Montefalco “25 Anni” fu prodotto per la prima volta nel 1993 per celebrare i 25 anni dell’azienda: èprodotto con uve Sagrantino al 100% in 30.000 bottiglie. E’ un vino con capacità di lungo invecchiamento e si abbina con grandi arrosti, cacciagione e formaggi piccanti. Il Sagrantino, creato nel Medioevo come vino da messa dai seguaci di San Francesco, dopo la conquista nel 1992 della docg, è ormai entrato a far parte della ristretta cerchia dei “top wines” molto richiesti nei migliori ristoranti ed enoteche di tutto il mondo. Ed per merito del Sagrantino che la cittadina di Montefalco, ricchissima di opere d’arte - basti pensare ai preziosi affreschi di Benozzo Gozzoli - è stata lanciata nel circuito del turismo internazionale.

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