Il vino accompagna l’uomo da millenni, e al netto delle difficoltà innegabili del momento, continuerà a farlo. È c’è chi investe ancora nel settore, guardando soprattutto ai vertici della qualità. Come racconta l’ultimo investimento di uno dei nomi più importanti di Francia e della Champagne, Louis Roederer, che ha deciso di festeggiare i suoi primi 250 di storia, in questo 2026, “regalandosi” uno dei gioielli di Gevrey-Chambertin, il Domaine Pierre Damoy, con un investimento ovviamente riservato, e che rappresenta la prima acquisizione in Borgogna per Louis Roederer, che attraverso la Roederer Collection mette insieme 13 cantine per oltre 1.100 ettari di vigneto (Champagne Louis Roederer e Champagne Deutz nella Champagne, Château Pichon Longueville Comtesse de Lalande e Château de Pez a Bordeaux, Delas Frères nella Valle del Rodano, Domains Ott in Provenza, Ramos Pinto nella Valle del Douro in Portogallo, e ancora Roederer Estate, Scharffenberger Cellars, Domaine Anderson, Merry Edwards Winery e Diamond Creek Vineyards in California, e ora, dunque, Domaine Pierre Damoy in Borgogna). “Per Louis Roederer, Maison di Champagne indipendente e a conduzione familiare, l’ingresso del Domaine Pierre Damoy nella Roederer Collection rappresenta innanzitutto il riconoscimento di un eccezionale patrimonio viticolo, radicato nei più grandi terroir della Borgogna, il cui carattere unico richiedeva una visione di lungo periodo”, spiega una nota.
Il Domaine Pierre Damoy comprende quasi otto ettari di vigneti Grand Cru, situati principalmente nelle prestigiose denominazioni Chambertin, Chambertin-Clos de Bèze e Chapelle-Chambertin, oltre al Clos Tamisot, vigneto “monopole” di Gevrey-Chambertin. “Questa tenuta eccezionale vanta, inoltre, uno straordinario patrimonio viticolo, caratterizzato da un’elevata presenza di vecchie vigne e da un’eccezionale diversità genetica”.
“Nell’anno in cui Louis Roederer celebra il suo 250esimo anniversario, affermare la nostra presenza in Borgogna, una delle regioni vitivinicole più prestigiose al mondo, e diventare custodi di una delle sue grandi tenute - ha commentato Frédéric Rouzaud, amministratore delegato Louis Roederer - assume per noi un significato particolare. È una scelta che rispecchia profondamente ciò che siamo: una Maison indipendente e a conduzione familiare, impegnata nel lungo periodo, nel rispetto della terra, nel lavoro paziente e artigianale e nella trasmissione del patrimonio. È stato il Domaine Pierre Damoy a spingerci a compiere questo passo, perché incarna tutto ciò a cui attribuiamo maggiore valore: terroir eccezionali, uno straordinario patrimonio viticolo, una forte identità e una storia che lo colloca tra le realtà più emblematiche della Borgogna. La nostra missione, ora, è accompagnare questa tenuta con umiltà e rigore, proseguendo lo straordinario lavoro svolto dalla famiglia Damoy e preservando tutto ciò che la rende davvero unica”.
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