“Un patrimonio condiviso mondiale, una parte significativa delle nostre identità e della vita delle nostre regioni, in particolare l’Italia. Le aspettative dei consumatori si sviluppano velocemente e i mercati diventano più volatili e competitivi, ma il vino europeo rimane una storia di successo mondiale, con il 60% dei consumi e della produzione mondiale, protetto da più di 1.700 Indicazioni geografiche. Ma questa leadership non può essere data per scontata. Ecco perché abbiamo adottato il “Pacchetto Vino”, che fornisce strumenti concreti per investire nella resilienza climatica, prevedere la volatilità dei mercati e la sovrapproduzione”. È il messaggio del Commissario Europeo all’Agricoltura, Christophe Hansen, in apertura del Congresso Nazionale Assoenologi n. 79, al via da oggi al 30 maggio, a Conegliano.
“Cari enologi, enotecnici e professionisti del vino, caro presidente Riccardo Cotarella, è un vero piacere raggiungervi oggi da Bruxelles per la vostra Assemblea Generale a Conegliano - ha detto il Commissario Hansen nel suo videomessaggio - questa città e il suo territorio riflettono perfettamente ciò che il vino rappresenta per l’Italia e per l’Europa, un patrimonio vivo formato da paesi, tradizioni e generazioni di attività. Perché il vino è molto più di un prodotto agricolo. È un patrimonio condiviso mondiale, una parte significativa delle nostre identità e della vita delle nostre regioni, in particolare dell’Italia. Oggi, tuttavia, il settore affronta difficoltà crescenti. Il cambiamento climatico sta influenzando le varietà di uva e i cicli della vendemmia. Questo è esattamente il motivo per cui abbiamo adottato il “Pacchetto Vino” (approvato a febbraio 2026, ndr) - ha continuato Hansen - l’obiettivo è chiaro: supportare il settore, la competitività e la resilienza, preservando quello che rende il vino europeo unico. Il Pacchetto fornisce strumenti concreti per investire nella resilienza climatica, prevedere la volatilità dei mercati e la sovrapproduzione, armonizzare l’etichettatura digitale, fornire flessibilità alla gestione del vino e creare nuove opportunità per i vini dealcolati”.
“Ma l’innovazione deve sempre essere bilanciata con la qualità e il rispetto per pratiche enologiche rigorose. Il vostro ruolo come enologi è per questo essenziale. Voi proteggete la qualità e l’autenticità del vino, mentre aiutate l’innovazione ad avanzare su fondamenta solide. L’Europa può fornire la cornice, gli strumenti e la visione. Ma è la vostra esperienza, passione e dedizione che continuano a plasmare la storia di successo del vino europeo”, ha concluso Hansen, aprendo i lavori di una “tre giorni” in cui saranno sul tavolo il rapporto del vino con i giovani da riconquistare, il caldissimo tema “vino e salute”, ma anche i mercati d’Italia e del mondo, con le loro grandi sfide, senza dimenticare il macrotema del cambiamento climatico, guardando anche al futuro, tra tendenze, sostenibilità, formazione di competenze, ma anche innovazioni scientifiche sul fronte delle varietà resistenti, della riduzione della gradazione alcolica dei vini, della fertilità dei suoli, e non solo, mentre nei calici saranno protagoniste soprattutto le celebri bollicine del territorio, quelle del Prosecco (nelle sue declinazioni della Doc, del Conegliano Valdobbiadene Superiore Docg e dell’Asolo Superiore Docg). In quella Conegliano in cui nel 1891, la stessa Assoenologi nacque, fondata da Antonio Carpenè (che aveva già dato vita alla Scuola Enologica, con Giovanni Battista Cerletti, ed alla Carpenè Malvolti, cantina “culla” del Prosecco), e Arturo Marescalchi.
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