Ciliegio è l’etichetta più rappresentativa tra le undici presenti sulle tre linee (Radicata, Terrena e Alta), de La Cantina dei Ciliegi, azienda che prende vita a Erbin in Valpatena, grazie alla passione per l’enologia di Massimo Gianolli, a.d. di Generalfinance, spinto a inizio Millennio a intraprendere la strada dell’Amarone con la conversione alla viticoltura terreni di famiglia. Qui, infatti, a cavallo degli Anni Settanta, Armando Gianolli, padre del patron e fondatore di Prestoleasing S.p.A. (poi Generalfinance), ha iniziato ad acquistare terreni e a piantare migliaia di ciliegi, da cui il nome dell’Amarone. Oggi la cantina si estende su oltre cinquanta ettari, di cui una trentina vitati situati tra i 450 e i 750 metri, dove le forti escursioni termiche e la maturazione dei frutti, posticipata rispetto a fondo valle, regalano ai vini aromi e sentori unici. Ciliegio nasce da uve lasciate ad appassire per cento giorni prima di procedere alle lavorazioni in cantina e al lunghissimo affinamento, prima in barrique (per 36 mesi) e tonneau, infine in bottiglia (per otto mesi). Di color rosso granata, Ciliegio 2018 fa onore alla propria denominazione: il bouquet è un’esplosione di aromi di ciliegia sotto spirito e confettura di prugna, con un finale di cannella e cacao; al calice è armonioso ed elegante con tannini vellutati. Perfetto con un risotto all’Amarone e anche da solo, come vino da meditazione.
(Cinzia Meoni)
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