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La Piadina Romagnola continua a volare: +23,3% di produzione nel 2020, superate le 20.000 tonnellate

La crescita esponenziale è iniziata con l’ottenimento del marchio Igp, nel 2014. “Da prodotto povero si è elevato a simbolo di una terra laboriosa”
CIBO DA STRADA, EMILIA ROMAGNA, PIADINA ROMAGNOLA, Non Solo Vino
La piadina romagnola vola sui mercati, e cresce grazie al riconoscimento Igp

Prodotto simbolo di una terra laboriosa capace di valorizzare la sua storia e la sua tradizione, emblema di un piatto povero ma creativo e gustoso fatto con quattro semplici ingredienti (farina, acqua, sale e strutto o/e olio), la Piadina Romagnola piace sempre di più e tocca il suo massimo storico, sfondando nel 2020 per la prima volta il “muro” delle 20.000 tonnellate di produzione (22.030 tonnellate per la precisione), registrando un +23,3% rispetto all’anno precedente. A dirlo è il Consorzio di promozione e tutela della Piadina Romagnola, da sempre in prima linea nella valorizzazione e nella tutela contro i numerosi tentativi di contraffazione in giro per il mondo. Numeri in linea con gli anni precedenti: dal 2014, quando la Piadina Romagnola ha ottenuto l’Indicazione Geografica Protetta, è cresciuta in maniera esponenziale (+225%).
Interessante inoltre notare come la certificazione si è affermata come valore aggiunto del prodotto, tanto che l’87% della produzione generale di piadina avviene sotto i crismi della denominazione. “Si tratta di un grande risultato apprezzato dai consumatori che hanno visto nell’Igp una garanzia di qualità del prodotto - spiega Alfio Biagini, presidente del Consorzio di produzione della Piadina Romagnola - la certificazione Igp infatti stabilisce che la Piadina Romagnola deve rispettare il disciplinare di produzione e avvenire secondo i quattro ingredienti cardine della tradizione: farina, acqua, sale, olio o strutto. Un apposito organo di controllo ne certifica il pieno rispetto”. Al di là dei numeri, Biagini sottolinea come questo prodotto testimonia il successo di un territorio come la Romagna che l’ha elevata a suo prodotto simbolo. “È la dimostrazione di come un prodotto realizzato con quattro semplici ingredienti, un tempo “pane” povero della nostra terra, ha saputo elevarsi a emblema di una terra laboriosa che sa valorizzare la sua storia e la sua tradizione. La forza della Romagna è questa”.

Focus: la Piadina Romagnola Igp
Sono quattro gli ingredienti base della Piadina riconosciuti nel Disciplinare di tutela: farina di grano tenero; acqua (quanto basta per ottenere un impasto omogeneo); sale (pari o inferiore a 25 grammi); grassi (strutto e/o olio di oliva e/o olio di oliva extravergine fino a 250 grammi). Dopo l’impasto e la porzionatura in pani o palline, il passo successivo è la laminatura attraverso matterello manuale oppure laminatrice meccanica. Infine, la cottura su un piano cottura che varia da 200 a 250°C con un massimo di 4 minuti. Per potersi fregiare dell’Igp la Piadina deve essere confezionata nelle sole zone di produzione stabilite dal disciplinare e certificata da un ente preposto. Il Disciplinare presenta la piadina al consumo in due tipologie: quella con un diametro minore (15-25 centimetri) ma più spessa (4-8 millimetri), e alla Riminese con un diametro maggiore (23-30 centimetri) e più sottile (fino a 3 millimetri).

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