La sostenibilità in vigna sembra essere un “modus operandi” sempre più presente nelle idee dei produttori, come si vede dall’ascesa delle superfici biologiche ma anche dall’interesse per i vini naturali, un fenomeno ancora di nicchia, ma con un interesse in crescita. Un panorama comunque in divenire e dove non mancano esempi virtuosi o progetti nuovi. In Italia, ad esempio, il Valdarno di Sopra Doc, in Toscana, i cui viticoltori del Consorzio sono già certificati biologici o in fase di conversione, sta da tempo lavorando per diventare la prima denominazione italiana interamente biologica per disciplinare. E poi c’è anche chi, ai margini climatici estremi della viticoltura, come nel caso del Galles, sogna di aprire una nuova strada, diventando la patria della prima indicazione geografica di vino naturale al mondo. L’idea arriva dai produttori vinicoli gallesi.
Come riporta The Drink Business le norme proposte per la Igp del vino naturale del Galles escluderebbero l’uso di sostanze chimiche sintetiche, coadiuvanti tecnologici, additivi e lieviti industriali nella produzione del vino. Gli apporti di zolfo sarebbero limitati in quantità e consentiti solo durante l’imbottigliamento. Per i vini, si parla di una produzione in Galles (l’attuale Igp per i vini gallesi consente che fino al 15% del vino sia prodotto con uve coltivate in Inghilterra; molti vini gallesi, inoltre, vengono prodotti in cantine inglesi) da uve fermentate spontaneamente coltivate nel Paese secondo pratiche biologiche su tenute certificate biologiche, rigenerative o biodinamiche. Paul Rolt, enologo e proprietario della cantina biodinamica Hebron nel Carmarthenshire, ha affermato che i produttori di vino naturale gallesi desiderano stabilire standard ambientali nella loro lotta contro il greenwashing e il vino ultra-processato. Rolt è anche a capo di un gruppo di produttori che sostiene la richiesta per la denominazione per il vino naturale del Galles di cui fanno parte Richard Morris e Jean de Plessis, rispettivamente proprietario e enologo di Ancre Hill Estate a Monmouth, la più grande cantina del Galles, e David Morris, produttore di Mountain People Wines.
Ma c’è di più. A differenza dei produttori vinicoli dell’Unione Europea, quelli del Regno Unito (e quindi anche del Galles, ndr) non sono obbligati ad elencare gli ingredienti del vino, mentre “vorremmo che fossero elencati tramite codici Qr o direttamente sulle etichette - ha detto Roth - perchè è importante che i consumatori conoscano la natura del prodotto che acquistano. Hanno il diritto di saperlo. In Gran Bretagna, i produttori possono attualmente utilizzare fino a 60 prodotti per produrre vino, ma i consumatori non ne sono a conoscenza. Le attuali normative sull’etichettatura non prevedono alcun obbligo di elencare gli ingredienti o i coadiuvanti tecnologici”.
Una richiesta che arriva da un Galles che è lontano, non solo dal punto di vista produttivo ma anche climatico, rispetto alle grandi Nazioni enoiche. Roth afferma che “dal punto di vista climatico, ci troviamo ai margini della viticoltura in Galles. La coltivazione di vitigni specifici è particolarmente legata al territorio, a causa della nostra posizione geografica e dei livelli medi di precipitazioni. Per questo motivo, vorremmo istituire una Igp per i vini naturali del Galles, che includa i vitigni Piwi per contribuire a garantire la sostenibilità della viticoltura in un clima in cambiamento”. Un’idea che prende ispirazione dalla Raw Wine Charter (Raw Wine è la più grande rete mondiale per i vini naturali, biologici e biodinamici a basso intervento, ndr) e dalla certificazione francese, Vin Méthode Nature: entrambe escludono la raccolta meccanica. La richiesta per la denominazione è già partita e dal Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs, ndr), ha affermato Roth, c’è stato un primo riscontro positivo.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026
























































































































































































