Un calo che abbraccia tutti i principali “player” del vino, salvo rare eccezioni, e che conferma un 2026 difficile per il settore anche se, come abbiamo visto negli ultimi dati dell’export enoico per l’Italia, analizzati da WineNews, non mancano alcuni segnali positivi che possono, in prospettiva, migliorare lo scenario. Secondo i dati doganali relativi ai singoli Paesi analizzati dall’Organizzazione Interprofessionale del Vino Spagnolo (Oive), il primo trimestre 2026 è stato negativo per il commercio mondiale di vino, registrando cali del -7,5% in valore e del -7,9% in volume. Il mercato si è, infatti, attestato a 7,4 miliardi di euro e 2,09 miliardi di litri con un prezzo medio di 3,54 euro al litro. Rispetto al primo trimestre 2025, il commercio globale di vino si è contratto di 600,1 milioni di euro e 180,7 milioni di litri nonostante il prezzo medio sia aumentato di 2 centesimi al litro.
Per quanto riguarda le categorie di prodotto, tutte hanno mostrato un andamento negativo sia in valore che in volume nei primi 3 mesi 2026. Il vino imbottigliato, la categoria con più mercato a livello globale, è sceso a 4,9 miliardi di euro (-8,5%) superando di poco 1 miliardo di di litri (-3,5%), trainando il calo complessivo: la perdita è di 457,9 milioni di euro e 38,8 milioni di litri rispetto al primo trimestre 2025. Gli spumanti hanno registrato flessioni inferiori, -1,4% in valore e -0,9% in volume, attestandosi a 1,7 miliardi di euro e 217,2 milioni di litri con una perdita di 24,7 milioni di euro e di quasi 2 milioni di litri nel confronto con i primi 3 mesi 2025. Con il “segno rosso” anche i vini sfusi a 581,2 milioni di euro in valore (-15,3%) e 720,4 milioni di litri in volume (-15,5%).
Analizzando i mercati, con riferimento al primo trimestre 2026, gli Stati Uniti si confermano il principale mercato mondiale del vino in termini di valore (e il secondo in volume), con 1,07 miliardi di euro, ma il confronto con il 2025 è in netta perdita:-38,8%, pari ad una riduzione di 677 milioni di euro di import rispetto al primo trimestre 2025. Giù anche i volumi a 260,9 milioni di litri (-20,5%). Il forte calo delle importazioni di vino da parte degli Stati Uniti è legato, spiega il report, all’impennata degli acquisti di vini francesi, italiani e spagnoli avvenuta ad inizio 2025, spinta dalla minaccia di dazi, successivamente poi fissati al 15% (agosto 2025) e tuttora in vigore.
Il Regno Unito è il secondo importatore di vino al mondo in valore (e il terzo in volume), ma ha diminuito gli acquisti del -5,9% in valore (a 850,1 milioni di euro) e del -4,1% in volume (a 244,7 milioni di litri), e, quindi, 53 milioni di euro e 10,6 milioni di litri in meno rispetto al primo trimestre 2025. La Germania mantiene la leadership a livello di importazioni di vino a con 289,5 milioni di litri (-7,9%), collocandosi alla posizione n. 3 in valore dove, nel confronto con lo stesso periodo 2025, ha perso 33,5 milioni di euro (-5,4%). Tra i primi 15 mercati vinicoli mondiali, solo la Russia (+29,5% in valore e +43% in volume) e la Danimarca (+9,4% in valore e +5,3% in volume) hanno registrato un aumento delle importazioni, in entrambe le categorie, nel primo trimestre 2026, con Singapore che ha, invece, segnato un incremento in termini di valore (+2,3%), e il Giappone in volume (+6,4%).
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