Le Ragose, con sede a Negrar, sono una delle realtà più significative tra quelle che hanno scritto la storia enoica della Valpolicella a partire dagli ultimi anni del secolo scorso, reinventando i vini della denominazione senza però rinnegare le tradizioni. Gli inizi sono però da rintracciare già alla fine degli anni Settanta, quando Arnaldo Galli acquistò i primi vigneti aziendali. Oggi a continuare quel percorso ci sono i suoi figli, Paolo e Marco, che gestiscono 18 ettari a vigneto per una produzione complessiva di 150.000 bottiglie. In un ambiente che mixa dipinti di Campigli, De Chirico, Hartung, Fontana, Jorn e Vedova; sculture di Hess, Arnoldi, Murer, Corona, Atchugarry e Vangi; ma anche antichi tappatori e attrezzi di cantina. Il portafoglio etichette è composto anche dagli Igt “Rhagós Ammandorlato” (vino rosso dolce) e da un Cabernet Sauvignon in purezza, ma, evidentemente, al suo centro troviamo, i vini a denominazione, Amarone, Recioto e Valpolicella. L’Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2015, maturato in legno grande, propone un bagaglio aromatico dal fruttato rigoglioso e dai tocchi di rosa e uva sultanina, con rifinitura che sa di macchia mediterranea, cioccolato, tabacco e spezie. In bocca il sorso è coerente e ben contrastato, con la dolcezza del frutto che si vivacizza nell’incontro con una buona verve acida, terminando in un finale persistente dai tratti pepati e balsamici.
(are)
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