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LA TENDENZA

L’espresso del futuro per la next gen dei produttori? Social, innovativo, italiano e di qualità

I risultati dell’indagine compiuta dall’Istituto Espresso Italiano. E illy lancia la tazzina rovesciata sull’importanza dell’economia circolare

Come sarà il caffè del futuro? Social, innovativo ma sempre di qualità e fedele portabandiera del made in Italy nel mondo. Se da un lato sono sempre di più gli appassionati dell’espresso (lo consuma il 97% degli italiani in maniera abituale, secondo Idealo), dall’altro la domanda è come guardare ai consumatori del domani e cosa fare per innovare la filiera. Ad avere le idee chiare, a quanto risulta da una indagine interna compiuta dall’Istituto Espresso Italiano (Iei) su una base dei propri soci, sarebbero soprattutto le nuove generazioni all’interno della filiera. I concetti chiave sono legati a ricerca, innovazione e ad un linguaggio nuovo per avvicinarsi ai consumatori della ormai imminente “Gen Z”.
“La next gen dell’espresso italiano, come mi piace definirla - spiega Gian Paolo Braceschi, dg Istituto Espresso Italiano (Iei) - è una realtà e non da ora: l’innovazione di prodotto, senza prescindere dalla qualità, ma insieme anche la ricerca di nuovi consumatori e della loro sensibilizzazione e formazione sono gli strumenti che i giovani professionisti di questo settore stanno utilizzando per raccontare il prodotto in giro per il mondo” Un prodotto di grande tradizione ma capace sempre di rinnovarsi, secondo Elisabetta Milani, tra le nuove leve di famiglia di Caffè Milani, “l’espresso rappresenta a tutti gli effetti il nostro Paese e la nostra indole: è un prodotto che nasce grazie alla nostra fantasia italiana che si unisce alla nostra spiccata capita di creare il bello ed il buono”.
E dalla classica tazzina il “formato” si allarga perché la versatilità è uno dei punti di forza di questa bevanda. “Secondo la nostra esperienza in Italia e nel mondo - sono le parole di Manuela Zarinella, event coordinator per Dalla Corte - stanno prendendo piede le reinterpretazioni più svariate, già diffuse all’estero, con professionisti aggiornatissimi: specialty coffee, brewing, coffee in good spirits si stanno facendo lentamente strada anche nell'ordinario italiano, i giovani consumatori si dimostrano più aperti alle novità e desiderosi di nuovi gusti ed abbinamenti”. Evoluzioni come combinazione di caffè e spirits, bevande a base latte (frullati, milk shake …) e caffè filtro alla modalità del tè, per avvicinare il consumatore di domani con esperienze sensoriali, nuovi visual e oggettistica legati all’espresso, il tutto per un maggiore coinvolgimento, potrebbero rappresentare ulteriori vie secondo l’indagine svolta dall’Istituto Espresso Italiano.
Lo storytelling è destinato a cambiare, la visione delle nuove generazioni che lavorano all’interno della filiera dell’espresso italiano è diversa da quella del passato, ma allo stesso tempo parte da due capisaldi: lo stile italiano e la qualità. “Oggi stiamo già vedendo un mondo in controtendenza, più attento a prodotti genuini, di qualità e soprattutto tra i giovani c’è un’attenzione al tema della sostenibilità molto forte - così Giulia Caballini, marketing manager della azienda di famiglia, la Dersut - di una cosa sono certa: la voglia di socializzare, di vedersi e di assaporare un caffè in un luogo che ci faccia sentire a proprio agio, sarà sempre un irrinunciabile momento per noi stessi, per rilassarci e staccare la mente”. L’importanza del racconto del caffè sarà alla base per i consumatori futuri. “La formazione deve portare informazione perché tanti non hanno minimamente idea di che cosa sia un espresso - puntualizza Andrea Corona, tech support Italia per Dalla Corte - far capire che il caffè è una pianta, di cui si lavora il frutto per ottenere il seme che viene spedito, tostato ed estratto secondo metodi diversi”. Ma i cambiamenti potrebbero interessare anche i luoghi storici di consumo di un espresso.
“Vedo una grande sfida - è il parere di Ruggero Auteri, strategy manager per il settore horeca per Essse Caffè - nello spostamento dei consumi dal bar all’ufficio e a casa con tutti i prodotti monoporzionati, soprattutto se nel futuro prossimo non saremo capaci di professionalizzare il settore bar ancora di più”. Ed a prosito di scenari futuri e di attenzione all’ambiente, illycaffè, brand globale del caffè di alta qualità, in occasione dell’International Coffee Day che si celebra ogni anno l’1ottobre, ha scelto di parlare di “economia circolare”, ponendo l’accento sulle pratiche di sostenibilità ambientale che consentono la produzione di caffè di alta qualità. Il caffè è la seconda merce più scambiata al mondo e ha un grande impatto sull’economia e sull'ambiente. Ecco perché bere un caffè non può più essere solo una scelta di gusto ma deve diventare un gesto responsabile verso il Pianeta.
Per questo il 1 ottobre illy lancia #cupsidedown, la campagna di comunicazione che vuole sensibilizzare le persone sull’importanza dell’economia circolare, come sistema alternativo al tradizionale modello di economia lineare. Con #cupsidedown illycaffè vuole sottolineare l’esigenza di questo cambio di prospettiva e lo fa proponendo una tazzina rovesciata, una illy Art Collection progettata in collaborazione con l’artista Matteo Attruia. Il capovolgimento dell’iconica tazzina illy è un’azione simbolica che cambia il classico punto di vista del consumatore, con l’obiettivo di favorire un atteggiamento virtuoso e di evidenziare tutta la sostenibilità che c’è dietro un caffè illy. Attraverso la campagna #cupsidedown per tutto il mese di ottobre nei punti vendita illy Caffè i consumatori potranno vivere l’esperienza della tazzina capovolta e conoscere, attraverso contenuti ad hoc, l’impatto che piccoli gesti quotidiani possono avere sul Pianeta, soprattutto per quanto riguarda il caffè e la sua filiera e di quanto sia importante diffondere pratiche agricole responsabili.
Domani, intanto, la passione per l’espresso tornerà ad unire l’intera penisola, nella Giornata Internazionale del Caffè, una celebrazione che Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, intende promuovere per portare sul territorio la raccolta firme, già avviata online, a sostegno della candidatura del Rito del caffè espresso italiano tradizionale a patrimonio immateriale dell’Umanità presso l’Unesco. In tutti i locali aderenti all’iniziativa, che esporranno la vignetta appositamente realizzata da Staino, sarà possibile firmare per valorizzare ai massimi livelli un “rito” quotidiano, tutto italiano, che ha segnato in maniera profonda i costumi degli italiani e disegnato i locali che animano le città. “Il nostro Paese - sottolinea Alessandro Cavo, presidente “Gli Storici di Fipe-Confcommercio” - è nato, si è unito e consolidato anche all’interno dei caffè che da sempre popolano le nostre città e i nostri Borghi. Nei bar più prestigiosi si è fatta la Storia con la S maiuscola e spesso si è fatta sorseggiando un espresso, al banco o al tavolo. Una ritualità che intendiamo non solo preservare ma valorizzare sempre di più, perché rappresenta un tratto distintivo dell’italianità e del nostro modo di vivere. Una peculiarità riconosciuta e spesso copiata anche all’estero”. L’iniziativa del 1 ottobre si svolgerà in caffè e locali da Nord a Sud, a rimarcare l’intesa raggiunta tra i diversi protagonisti della filiera del caffè nella primavera 2022, per presentare una candidatura unitaria, e dunque più forte, all’Unesco. Candidatura che ha ottenuto l’appoggio e il sostegno del Governo italiano attraverso il Ministero delle Politiche Agricole. Per appoggiare la candidatura del “Caffè Espresso Italiano fra Cultura, Rito, Socialità e Letteratura nelle Comunità Emblematiche da Venezia a Napoli” - questo il titolo del dossier di candidatura - bastano due click: è sufficiente andare sul sito “Rito del Caffè Espresso”- raggiungibile anche con QR code - e firmare per la candidatura.

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