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SETTORE IN CRISI

Miele italiano sotto assedio: le importazioni low cost schiacciano gli apicoltori

Riccardo Terriaca, segretario di Miele in Cooperativa, denuncia “concorrenza sleale favorita dall’arrivo di prodotto estero a prezzi fuori mercato”
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Miele italiano sotto assedio: le importazioni low cost schiacciano gli apicoltori

44.000 tonnellate di miele prodotte nel biennio 2023-2024 confermano il ruolo di primo piano dell’apicoltura italiana, ma dietro i dati produttivi si nasconde una crescente difficoltà economica per le imprese del settore. A lanciare l’allarme è Riccardo Terriaca, segretario generale Miele in Cooperativa, una delle più autorevoli associazioni nazionali di rappresentanza del mondo apistico, che rappresenta oltre 10.000 apicoltori, 450.000 alveari e 34 enti tra associazioni, cooperative e fondazioni presenti in dodici regioni italiane, commentando i risultati del rapporto Honey Cost, elaborato dal Crea e richiamati anche da WineNews, nel focus dedicato alla sostenibilità economica dell’apicoltura nazionale. Se da un lato il report evidenzia l’aumento dei costi di produzione e una redditività sempre più compressa, dall’altro Terriaca individua nella concorrenza dei mieli provenienti dai Paesi terzi la principale minaccia per il futuro della filiera. “I modesti miglioramenti produttivi delle ultime due campagne non sono in alcun modo sufficienti a compensare le criticità di una filiera che ha visto solo l’anno scorso perdere oltre 11.000 alveari per via degli effetti del cambiamento climatico”, sottolinea il segretario generale dell’associazione.
Secondo Miele in Cooperativa, tuttavia, la vera emergenza riguarda le profonde differenze tra gli standard richiesti agli apicoltori europei e quelli applicati nei Paesi extra Ue. “La mancanza di reciprocità sotto il profilo sanitario, ambientale, etico e della sicurezza alimentare penalizza gravemente le imprese europee, favorendo l’ingresso sul mercato di prodotti a prezzi insostenibili per gli apicoltori italiani”, afferma Terriaca. Un divario che emerge con chiarezza dai numeri: il prezzo medio del miele importato nell’Unione Europea si attesta a 1,81 euro al chilo, mentre il costo medio di produzione supera i 5,40 euro al chilo.
A rendere ancora più complesso il quadro contribuiscono inoltre gli accordi commerciali con Mercosur, Ucraina e Messico, che consentiranno l’ingresso nel mercato europeo di oltre 110.000 tonnellate di miele esente da dazi, aumentando ulteriormente la pressione sui prezzi. Secondo Miele in Cooperativa, il rischio è una progressiva erosione della redditività delle aziende, con possibili ripercussioni sulla qualità delle produzioni e sulle garanzie offerte ai consumatori. Per questo l’associazione, chiede l’introduzione di efficaci misure di sostegno al reddito e un’azione più incisiva contro le pratiche commerciali distorsive e la concorrenza considerata sleale.

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