L’azienda della famiglia Cottini, Diego, sua moglie Annalberta e i figli Michele e Mattia - 170 ettari a vigneto in biologico per una produzione di media annua di 1.000.000 di bottiglie - ha saputo trasformarsi da piccola enclave familiare a moderna azienda vitivinicola, incentrando la sua produzione tra i rossi della Valpolicella e i bianchi di Lugana, ovvero le denominazioni più importanti dello scenario del veronese enoico. Si tratta di una realtà produttiva dalle solide radici in questi areali, che ha trovato la sua svolta tutta all’insegna della vitivinicoltura negli anni Cinquanta del secolo scorso, grazie a Raffaello Cottini. Ma, per venire alle vicende aziendali più recenti, è stato certamente Diego Cottini ad imprimere l’accelerazione decisiva alla proprietà di famiglia, consolidandone l’attuale assetto, che ruota attorno alla cantina di Caprino Veronese, quella di San Pietro in Cariano e al fruttaio di Tregnago. I vini si contraddistinguono per una cifra stilistica moderna, declinata in un portafoglio etichette ben eseguite, che non disdegnano anche qualche digressione su vini di libera interpretazione, ottenuti da vitigni internazionali. L’Amarone della Valpolicella 2020 profuma di ciliegia in confettura e sotto spirito, arancia candita, spezie e tabacco. In bocca il sorso è ampio e dolce, dallo sviluppo solido e continuo e dal finale consistente, dal tocco pepato su ritorni fruttati.
(fp)
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