Di un giallo dorato solare, il Tegèo 2021 profuma di ginestra, buccia di cedro, polline, mandorla bianca, note vegetali, zafferano, cenni iodati e di pietra focaia: un naso ampio, di una certa profondità ma anche appuntito e vivace. Al palato esordisce altrettanto ampio, morbido e vellutato, per poi proseguire sapido e caldo, accelerando verso la fine grazie ad una spinta acida agrumata, che allunga il sorso legandosi al grado alcolico. Chiude su note di arancia amara e caramella d’orzo. Sebbene la vendemmia correntemente in commercio sia la 2024, qualche anno sulle spalle a questo Pecorino Superiore non fanno affatto male, guadagnando complessità e profondità. Il Tegèo - come l’altra etichetta della linea Oro (il Montepulciano d’Abruzzo Teate Torrepasso) e la linea dei Monovarietali - fanno parte del progetto enologico Nododivino: il risultato di un approfondimento che Citra vini ha intrapreso nel 2019 con l’enologo Riccardo Cotarella e il professor Attilio Scienza sui propri vigneti, per esaltare gli appezzamenti più vocati all’interno dei 6000 ettari a disposizione della cooperativa abruzzese. 80 quindi gli ettari selezionati, gestiti da 37 agricoltori (sui 3000 soci totali) che vengono seguiti da un protocollo ad hoc e tecnologia di precisione, anche satellitare. Così non viene lasciato nulla al caso, nella piccola produzione di 60.000 bottiglie di Citra: a rappresentare il meglio del suo Abruzzo enoico.
(ns)
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