Quotazioni attuali intorno a 4,50 euro/kg, ovvero il 30% in meno rispetto alle rilevazioni di maggio, che comportano notevoli difficoltà di collocazione del prodotto, con conseguenze sempre più pesanti sulla liquidità e sulla sostenibilità economica delle imprese olivicole. Nonostante si tratti di una delle eccellenze del made in Italy agroalimentare più rinomate e identificative, motore economico in grado di superare nel 2025 i 2 miliardi di euro di export, il settore olivicolo italiano non sta vivendo un momento particolarmente fiorente a causa di un mercato stagnante - nel quale, come accade anche per altri prodotti, cala il prezzo all’origine, mentre aumenta quello alla vendita - e con tante giacenze ancora in frantoio (291.727 tonnellate secondo l’ultimo report dell’Icqrf).
Una crisi finanziaria che è peggiorata anche rispetto a quanto già segnalato a maggio nel Tavolo di filiera al Ministero dell’Agricoltura e che, ieri, è stata al centro della seduta della Commissione Politiche Agricole della Conferenza delle Regioni dove è stata sollecitata l’attivazione di un Tavolo nazionale di crisi con il Governo per individuare misure straordinarie di sostegno e strumenti di valorizzazione. E anche Confagricoltura, insieme ad Unapol e Assofrantoi, denuncia una situazione non più sostenibile e sollecita l’urgente messa in atto delle misure annunciate dal Sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, Patrizio La Pietra (nel Tavolo olivicolo di maggio, ndr). Secondo le tre associazioni di categoria è indispensabile, infatti, l’attivazione urgente di un tavolo di confronto con la Grande Distribuzione Organizzata per costruire un’intesa che valorizzi l’olio extravergine di oliva italiano, favorisca il corretto posizionamento commerciale e ne sostenga il consumo, così da contribuire concretamente alla ripresa del mercato. Altrettanto urgente è l’avvio della campagna di comunicazione e promozione, sia sul piano interno che sul piano internazionale, annunciata proprio da La Pietra insieme all’attuazione, prima dell’avvio della prossima campagna olivicola-olearia, delle misure condivise al Tavolo olivicolo.
Decisivo è il fattore tempo: la situazione di mercato richiede risposte tempestive e concrete affinché gli interventi possano produrre effetti utili prima dell’inizio della prossima campagna e contribuire ad evitare un ulteriore aggravamento della crisi in atto. “Le imprese a queste condizioni di mercato non riescono a sostenere gli impegni finanziari e ad affrontare la prossima campagna senza adeguati supporti”, spiegano Confagricoltura, Unapol e Assofrantoi che chiedeno strumenti di accesso e sostegno al credito per le imprese, riduzione degli oneri previdenziali, misure di stoccaggio in regime de minimis e ogni ulteriore iniziativa utile alla liquidità aziendale e alla tenuta economica del comparto. Ribadita infine anche la necessità di aumentare le verifiche sulle importazioni e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie, garantendo più trasparenza nei confronti del consumatore.
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