Con il Torrione si avviò a Petrolo il percorso verso la realizzazione di vini di “estrema qualità”. Era il 1988 e Lucia Bazzocchi Sanjust insieme a Giulio Gambelli assemblano insieme le uve di tutti i vigneti aziendali: il Sangiovese di Bòggina, il Merlot del Galatrona, il Cabernet Sauvignon del Campo Lusso. Un progetto che voleva raccontare l’identità del territorio e l’anima di Petrolo, con equilibrio, profondità e pulizia. Tre qualità che si ritrovano ancora oggi - nella versione 2022, vinificata in cemento e affinata in un mix di cemento, tonneaux e barrique - nelle sue tonalità rosse e fitte, profumate di ciliegia e vaniglia, arancia rossa e salvia; tonalità si scuriscono in bocca e dove la ciliegia diventa mora, la salvia diventa alloro e la vaniglia diventa liquirizia, senza mai cedere in scorrevolezza e densità, grazie alla freschezza agrumata e ai tannini sapidi. A Petrolo si coltiva anche un’uva bianca, il Trebbiano, e insieme questi 4 vitigni danno vita a 7 etichette le cui più celebri sono, senza dubbio, la serie di Bòggina: A - Sangiovese in purezza vinificato in anfore di terracotta; B - Trebbiano in purezza; C - Sangiovese in purezza vinificato in cemento. Si aggiunge il Galatrona, Merlot in purezza; il Campo Lusso, Cabernet Sauvignon in purezza (entrambi vinificati in cemento) e il Passito San Petrolo. Tutti vini integri e di carattere, affatto pettinati e imbalsamati, ma vivaci e stratificati.
(ns)
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