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LA GRIFFE

Romano Dal Forno Doc Valpolicella Superiore

Su i Quaderni di WineNews
Vendemmia: 2006
Uvaggio: Corvina, Rondinella, Croatina, Osoleta
Bottiglie prodotte: 30.000
Prezzo allo scaffale: € 30,00 - 33,00
Proprietà: Romano Dal Forno
Enologo: Romano Dal Forno

La Valle d’Illasi non fa parte dell’area cosiddetta “classica” dell’Amarone. Ma Romano Dal Forno, nato a pochi chilometri da Illasi, scommise, vincendo, che questo “deficit” sarebbe stato superato. Dopo l’incontro con Giuseppe Quintarelli, si persuase che anche la sua piccola realtà poteva produrre grandi vini. Cominciò a lavorare per “correggere” i vigneti, destinati in precedenza alla quantità e non alla qualità, con la sua unica esperienza di vigna, non essendo né un enologo, né un agronomo. Nel frattempo frequentò la Scuola Agraria e col passare degli anni cominciò a comprendere come andava trattato il vigneto; comprese anche che la pratica dell’appassimento delle uve, fino ad allora utilizzata a fini correttivi, era invece elemento fondamentale per produrre vini importanti e tipici. La prima annata significativa fu la 1983 che gli permise di iniziare a farsi conoscere. Nel 1990, il grande balzo a partire dal rinnovo della cantina. Nel 1995 ai 12 ettari vitati di proprietà, se ne aggiunsero altri 8 e, nel 2000, altri 5, dando origine al patrimonio vinicolo aziendale attuale, mentre la produzione complessiva oggi è arrivata a 60.000 bottiglie all’anno. In campo la densità d’impianto è tra le 11.000 e le 15.000 piante ad ettaro con rese bassissime in termini di vino. Certo, se il vino bandiera è l’Amarone, va però riconosciuta la radicale trasformazione del Valpolicella operata da Dal Forno. Un vino che veniva considerato di media qualità se non di bassa dagli stessi addetti ai lavori e che, grazie ai suoi sforzi, è diventato complesso, profondo e paragonabile per struttura e finezza ai migliori rossi del Bel Paese. Ne abbiamo la versione 2006. Al naso emerge una notevole concentrazione aromatica, con note di ciliegia e sottobosco che si alternano a cenni di spezie dolci e ricordi affumicati. In bocca, il vino attacca con bella morbidezza, con in primo piano un fruttato rigoglioso e ancora croccante che sfuma su un centro bocca di buon ritmo e non privo di tensione. Finale in crescendo di persistenza molto lunga. Un Valpolicella che tendenzialmente è ancora giovane e che un buon affinamento in bottiglia ancora per qualche anno gli consentirà di esprimere ulteriori qualità frutto della sua evoluzione.

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