Il Brunello di Montalcino 2021 di Salvioni profuma di prugne, mirtilli e susine, con tocchi floreali rimandi al sottobosco, alla liquirizia e alle spezie. In bocca il sorso è polposo e dai tannini fini e maturi, terminando in un lungo e persistente finale dai rimandi balsamici. E pensare che Giulio Salvioni ha iniziato a fare vino per hobby. Ma fin dall’uscita del suo primo Brunello, datata 1985 - quando la denominazione principale di Montalcino non occupava certamente il palcoscenico enoico toscano da protagonista - è stato un successo. La ricetta? Sangiovese, legno grande in cui il vino resta per quattro anni, nessun ringiovanimento e nessuna filtrazione. L’azienda Cerbaiola è una piccola realtà produttiva dal potenziale di 15.000 bottiglie all’anno (quando viene prodotto anche il Rosso di Montalcino) e conta su 5 ettari di vigneto, ad un’altezza di poco più di 400 metri sul livello del mare, a Le Cerbaie Alte, versante nord-orientale di Montalcino. Le vigne si trovano su tre appezzamenti, con suoli che passano dal calcare galestroso a trame più ricche di scheletro e microclima con leggere ma significative differenze che influiscono sui tempi di maturazione delle uve. Oggi in azienda accanto ai coniugi Salvioni, Giulio e Mirella, ci sino i figli David e Alessia che continuano nella strada tracciata dai propri genitori, mantenendo la personalità e il carattere della cifra stilistica aziendale.
(are)
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