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IDEE DI FUTURO

Tra emergenza e piani strutturali: l’“agenda-vino” di Unione Italiana Vini (Uiv) al Governo Draghi

Ristori, decreto sostenibilità, flessibilità nelle misure di promozione, ma anche Pac, banda larga e Recovery Plan le priorità
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Tra emergenza e piani strutturali: l’“agenda-vino” di Unione Italiana Vini (Uiv) al Governo Draghi

Tutta l’Italia, e tutti i settori produttivi, guardano con fiducia e speranza al nuovo Governo Draghi e al suo programma, che, oltre alla gestione della crisi dovuta alla pandemia, ha tra i temi centrali la transizione ecologica, ma anche l’agricoltura e la tutela dei territori, tra i focus affrontati dallo stesso Mario Draghi nel suo discorso programmatico. Sfide, queste ultime, che non possono che partire dalla forza di un comparto agroalimentare che si è rivelato ancora una volta anticiclico, con l’ennesimo record delle esportazioni nel 2020 nonostante il Covid, e da un vino che ne è punta di diamante storica, e che nel 2020, almeno nei primi 11 mesi, ha comunque retto all’export, accusando una flessione del -2,8%, un niente se paragonato al -9,7% del made in Italy in generale, ed il contesto mondiale in cui le cantine italiane si sono dovute muovere. A sperare in una rinnovata azione di Governo, e proporre la sua agenda, in materia enoica, è l’Unione Italiana Vini - Uiv, che “guarda con fiducia al nuovo Governo Draghi e augura buon lavoro al nuovo Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. L’associazione, che rappresenta l’85% dell’export del vino italiano, è convinta che, in questo delicato momento, sia necessario un cambio di passo, a partire da un piano di rilancio in favore di un comparto che ogni anno rende una bilancia commerciale attiva per 6 miliardi di euro”.
“Nella nostra “agenda vino” che sottoporremo al ministro - ha detto il presidente Uiv, Ernesto Abbona - è contenuto un set di decisioni strutturali e specifiche per proiettare il settore verso la prossima generazione. Oltre alla gestione delle emergenze - come il Dpcm sull’orario di apertura delle enoteche o il pagamento dei ristori attesi dal 2020 per un equivalente di 50 milioni di euro - altrettanto urgente è il completamento dei decreti fondamentali per il comparto che la crisi di governo ha bloccato. Mi riferisco in particolare - ha proseguito il presidente Uiv - al tanto atteso decreto sostenibilità e alla maggiore flessibilità della Misura Promozione, mai così strategica come ora, ma che necessita adeguamenti. Il settore - ha aggiunto Ernesto Abbona - ha sofferto ma ha tenuto grazie alla forte patrimonializzazione, ma occorre evitare che la crisi congiunturale si trasformi in strutturale. Per questo sarà importante lavorare sui fondamentali, come l’approvazione della riforma della Politica agricola comune che includa anche il piano nazionale di sostegno per il vino, o il rilancio dell’immagine istituzionale del vino all’estero e del sistema fieristico italiano - Vinitaly in primis - tramite il “Patto per l’export”. Sarà, infine, fondamentale - ha concluso Abbona - tutelare il modello mediterraneo in ambito europeo: il vino, infatti, è stato pericolosamente inserito dalla Commissione Ue nell’alveo dei prodotti agricoli dannosi nel nuovo piano anti-cancro”.

L’agenda Unione Italiana Vini (Uiv) delle azioni specifiche utili al settore prosegue con l’obiettivo digitale e il potenziamento degli strumenti per assicurare certezza dei dati produttivi e dichiarativi, con la riforma del Comitato Nazionale Vini funzionale a una più larga riflessione sul sistema delle Doc/Igt e della sua struttura di controllo, con la ripresa del dialogo con gli Stati Uniti - in sede bilaterale e multilaterale - per porre fine alla stagione dei dazi e delle tensioni in materia di politica commerciale. Tra gli interventi orizzontali, in primo piano il rilancio del turismo quale strumento fondamentale per la ripresa economica del Paese. Un capitolo questo strategico anche per il vino, su cui però il Recovery prevede a oggi risorse per soli 8 miliardi sui complessivi 210 miliardi. Ma, secondo Uiv, la vigna e il vino sono coinvolti anche in altri asset di sviluppo fondamentali per il futuro del Paese: è il caso del potenziamento della banda larga in tutti i territori agricoli (5G) in ottica e-commerce ed enoturistica, oppure l’orientamento dei fondi europei legati a transizione ecologica e produzione sostenibile anche in chiave di produttiva del vitivinicolo, o il necessario passo in avanti infrastrutture, trasporto e logistica.

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