Dalle “Impressioni di Settembre”, per dirla con il gruppo musicale rock Pfm, a “Dicembre”, citando una canzone della cantautrice Giorgia: è il destino dei numeri ufficiali della vendemmia italiana. Perché, da quanto apprende WineNews, se, come è noto, le classiche stime settembrine sulla vendemmia (che, peraltro, in questo 2026, è partita già a fine luglio), solitamente firmate Ismea, Assoenologi e Unione Italiana Vini (Uiv), non sono state diramate (decisione presa con la motivazione, condivisibile, di non diffondere numeri iniziali potenzialmente distanti dalla realtà finale, come è successo negli ultimi anni), per avere qualche dato sull’ultima raccolta del Belpaese, si dovrà aspettare “quasi Natale”, visto che, sempre stando ai rumors, si attendono i dati ufficiali. O quelli derivanti dalle dichiarazioni di raccolta delle uve, che, da normativa (salvo proroghe), le aziende devono consegnare entro il 30 novembre, o addirittura quelli derivanti dalle dichiarazioni di produzione di vino e mosti, che devono essere definite entro il 15 dicembre (salvo proroghe o ritardi che, negli anni, a volte, sono arrivati anche a febbraio dell’anno successivo, ndr). Niente stime o previsioni, insomma, neanche, ormai, a vendemmia di fatto finita nel Belpaese.
Intanto, le uniche stime disponibili, ad oggi, sono quelle della Dg Agri della Commissione Europea, aggiornate al 2 novembre, secondo cui l’Italia dovrebbe avere una produzione di 41,1 milioni di ettolitri, contro i 37,5 della Spagna ed i 33,8 della Francia. Tutte vendemmie, se i dati saranno confermati, ben al di sotto della media storica (con i tre Paesi che, comunque, mettono insieme l’80% della produzione di vino in Unione Europea).
Un fatto che, nell’attuale situazione di mercato, non sarebbe poi così negativo, nel complesso, visto che tutti dicono che produrre meno vino è fondamentale per riequilibrare domanda e offerta. In attesa de “L’Anno che verrà”, per rimanere in tema musicale, con il grande ed indimenticabile cantautore Lucio Dalla, che è stato nella sua vita anche “piccolo” produttore di vino, con il suo “Stronzetto dell’Etna” nelle vigne della sua villa a Milo ...
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