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LA RIFLESSIONE

Perché in un mondo che ha inventato il cibo per lo spazio si muore ancora di fame e si fa la guerra?

Per dare voce all’angoscia profonda del conflitto Russia-Ucraina, Papa Francesco ha indicato proprio il digiuno, domani, nel Mercoledì delle Ceneri
BAMBINI, EUROSTAT, FAME, FAME ZERO, Guerra, PAPA FRANCESCO, RUSSIA UCRAINA, SAVE THE CHILDREN, Non Solo Vino
Banksy, “Bambina con palloncino rosso” (Londra, 2002)

Ci sono bambini che non giocano più a fare la guerra, perché quella tra Russia-Ucraina è anche la loro guerra. “Ci sono donne e bambini che fuggono da questo orrore e vorrei che i Paesi europei ospitassero i profughi per dar loro da mangiare”, ha scritto Amelia sul quaderno, dall’alto dei suoi 9 anni. Associare la guerra alla parola fame è comune nei bambini, semplicemente perché è la verità. Nel mondo c’è abbastanza cibo per sfamare tutti, ma incredibilmente 3 miliardi di persone non possono permettersi un’alimentazione sana. E chi subisce le conseguenze peggiori sono i bambini, soprattutto in un’emergenza. La fame è causa e conseguenza di conflitti e l’80% dei bambini malnutriti vive in Paesi con conflitti in corso, molti causati da controversie sul cibo, sull’acqua o sulle risorse per produrli. Da “genitori a genitori”, con i quali di solito parliamo di educazione alimentare e sana alimentazione, in molti in questi giorni chiedono a WineNews, con la stessa evidenza di un bambino, perché in un mondo in cui la ricerca agroalimentare è all’avanguardia ed ha inventato il cibo per lo spazio, che ha messo piede sulla Luna e ora la propone come meta di turismo, si muore ancora di fame e si fa la guerra, e la sfida più difficile è proprio quella di un nuovo modo di produrre il cibo, trasformando i sistemi agroalimentari per renderli più efficienti, resilienti e sostenibili, in un percorso che necessariamente coinvolga tutti, adulti e bambini. E perché, le stesse risorse economiche, ma anche umane e ambientali, che muovono le economie mondiali e sono usate per migliorare le armi e continuare a fare la guerra ancora nel 2022, non possano essere convertite nel raggiungere obbiettivi come questo - o finanziare la ricerca medica per affrontare una pandemia - per sempre.
Secondo “Save the Children”, la combinazione letale di pandemia, cambiamenti climatici e conflitti ha portato alla più grave emergenza alimentare del nuovo secolo: nel 2020 si stima che il 12% (dall’8,4% del 2019) della popolazione mondiale abbia vissuto uno stato di grave insicurezza alimentare, 928 milioni di persone, con l’aggravarsi non solo dell’Africa, ma anche dell’America Centrale e dell’Asia; che 710 milioni di minori vivano nei 45 Paesi a più alto rischio di subire l’impatto della crisi climatica; che la chiusura delle scuole per il Covid abbia impedito a 370 milioni di bambini di avere accesso all’unico pasto sicuro; e che i bambini e le bambine che vivono nelle aree di confitto hanno fino a tre volte in più la probabilità di essere malnutriti. Nello stesso 2020, stando all’Eurostat, l’8,6% della popolazione dell’Unione Europea e più di una persona su cinque a rischio di povertà (21,7%) non poteva permettersi un pasto a base di carne, pesce o un equivalente vegetariano ogni due giorni.
Dietro ai volti smarriti di fronte alla guerra dei compagni ucraini e russi, ci sono storie dalle quali è difficile tenere lontano gli stessi bambini. Dopo il trauma della pandemia - che ha reso più lontano anche l’obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite di raggiungere “Fame Zero” entro il 2030 - all’attenuarsi della quale avevano da poco ricominciato a giocare anche a fare la guerra, ora ci ritroviamo a cercare le parole per spiegarli che cosa è davvero una guerra.
Per dare voce a questa angoscia profonda e mobilitare le coscienze, nel Messaggio per la Quaresima, Papa Francesco ha invitato tutti, credenti e non credenti, oltre ogni confine, a fare del 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace, pronunciando ancora una volta parole universali e chiarissime anche per dare una risposta alle domande di un bambino: tacciano le armi, Dio sta con gli operatori di pace, non con chi usa la violenza.

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