Se, come abbiamo raccontato, l’export 2026 è partito con un segnale nettamente negativo (-18% a gennaio 2026 sullo stesso mese 2025, come dicono i dati Istat, analizzati da WineNews), le incertezze della guerra in Medio Oriente non solo pesano sul mercato in generale, ma bloccano anche l’accesso ad alcuni Paesi. “Non si può non registrare l’arresto degli ordini in una ventina di mercati, da quelli del Golfo ad altri limitrofi, che sommano complessivamente un valore annuo delle esportazioni per 80 milioni di euro - ha spiegato Lamberto Frescobaldi, presidente Uiv (Unione Italiana Vini) nel Consiglio nazionale dell’organizzazione dei produttori di vino nella cantina Girlan a Cornaiano (Bolzano) - ma oltre a ciò, si prospettano criticità importanti, dal costo delle materie prime secche a quelle dei trasporti al calo turistico ed enoturistico, non sostenibili da un settore già provato da una domanda in evidente contrazione”.
Da qui la richiesta, rivolta alle istituzioni, di maggiore supporto al comparto: “come Uiv - ha detto Frescobaldi - richiamiamo il Governo italiano e l’Unione Europea a risposte urgenti sulle possibili misure da adottare anche in favore del nostro settore per mitigare attuali e future dinamiche involutive”.
I soli costi aggiuntivi stimati per le materie prime secche (come vetro carta, cartone, capsule e gabbiette), spiega Unione Italiana Vini (Uiv), “potrebbero influire sul prezzo finale di una bottiglia da 4 euro in un range compreso tra 10% e 20% e le imprese del vino - già costrette dai dazi americani ad abbassare i propri listini export oltreoceano in media dell’11% nel 2025 e del 13% nel primo trimestre 2026 - non sarebbero in grado di assorbire l’extracosto. E se a ciò si aggiunge l’aumento del costo dei trasporti, sia in ambito nazionale dove già si riscontrano i primi aumenti tariffari sia per le rotte internazionali con i prezzi dei container stimati in crescita dal 20% al 50%, e il rischio generato da altre dinamiche, a partire da quelle turistiche ed enoturistiche a quelle del rischio inflazione o recessione, diventa impossibile, ad ora, quantificare il rischio reale, per la filiera, legato a tutti questi fattori che scaturiscono dal conflitto iraniano”.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026


















































































































































































