Le sfide che stanno ridisegnando il volto della viticoltura italiana non concedono più risposte frammentate: dal cambiamento climatico alle emergenze fitosanitarie, fino alla concorrenza globale, serve una regia comune capace di trasformare la ricerca in leva strategica per le imprese. Con questo obiettivo è stato firmato, nei giorni scorsi, a Verona, il protocollo d’intesa che dà vita a ViteLab Network, la prima rete permanente della ricerca applicata alla viticoltura del Nord Italia, nata su impulso della Regione Piemonte e della Fondazione Agrion. “Undici istituti di ricerca delle regioni del Nord Italia e il Crea lavoreranno insieme al Piemonte per la ricerca e la sperimentazione vitivinicola”, ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, sottolineando il valore di una scelta che supera i confini amministrativi per costruire un’infrastruttura scientifica condivisa. A sottoscrivere l’accordo quinquennale sono stati il Crea - Centro di ricerca Viticoltura ed Enologia del Ministero dell’Agricoltura, Fondazione Agrion, Fondazione Edmund Mach, Centro di Sperimentazione Laimburg, Ersa Friuli Venezia Giulia, Veneto Agricoltura, Ersaf, Cersaa, Institut Agricole Régional della Valle d’Aosta, Fondazione Fojanini e Fondazione Riccagioia.
Il Network si doterà di un gruppo di lavoro tecnico interistituzionale incaricato di coordinare attività di ricerca e sperimentazione, promuovere progetti congiunti, condividere dati e infrastrutture e sostenere la partecipazione a programmi di finanziamento nazionali ed europei, con accordi operativi dedicati per la gestione della proprietà intellettuale e il trasferimento tecnologico.
In gioco c’è uno dei comparti più strategici dell’agricoltura italiana, con oltre 700.000 ettari vitati, più di 300.000 aziende e un export che supera gli 8 miliardi di euro, di cui il Nord Italia concentra circa il 40% della superficie e oltre metà del valore economico. Un patrimonio messo sotto pressione da un aumento medio delle temperature di circa 1,5 gradi negli ultimi 20 anni e da eventi estremi sempre più frequenti, oltre che da fitopatie emergenti e da una crescente richiesta di sostenibilità.
ViteLab Network lavorerà su fronti chiave come lo sviluppo di varietà più resistenti attraverso le Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea), l’innovazione dei portinnesti, le strategie coordinate contro flavescenza dorata, mal dell’esca, black rot e Popillia japonica, la mitigazione degli effetti climatici sulla maturazione delle uve, la valorizzazione degli ibridi resistenti, la gestione sostenibile dei suoli e la viticoltura di precisione anche in vista del recepimento del Regolamento Ue 2021/2117 sulle denominazioni di origine.
“Fare rete tra gli istituti d’eccellenza delle regioni del Nord, unire le forze per fare massa critica, condividere capacità di ricerca, competenze scientifiche e risultati e trasferirli alle imprese significa dotarci di uno strumento indispensabile in un momento in cui il comparto vitivinicolo sta affrontando una fase di forte trasformazione e crescente complessità, e deve vincere rapidamente sfide che vanno dal fronte agroclimatico e ambientale alla capacità di presentarci competitivi sui nuovi mercati con produzioni in grado di conquistarli. Sono orgoglioso che la mia proposta abbia raccolto il favore nazionale del Crea - con gli amici presidente Andrea Rocchi e direttore Riccardo Velasco, che ringrazio - e di tutte le regioni del Nord Italia. Il Piemonte si mette a disposizione per coordinare la nascita della governance che sarà chiamata a definire gli indirizzi e l’operatività della rete raccogliendo il contributo di tutti”, ha detto Bongioanni.
“Il Crea condivide la visione e gli obiettivi di ViteLabnet e per questo ha aderito alla rete con entusiasmo. Ricerca applicata, trasferimento tecnologico, coinvolgimento proattivo delle imprese, gioco di squadra con il Sistema Paese. Questi gli elementi imprescindibili per poter sostenere con una innovazione efficace il settore agroalimentare nelle grandi sfide del nostro tempo”, ha commenta Andrea Rocchi, presidente Crea.
Per il presidente Agrion Giacomo Ballari, “serve una nuova alleanza tra ricerca, imprese e istituzioni capace di mettere insieme competenze scientifiche, risorse e capacità di innovazione. È con questo spirito che, negli ultimi mesi, all’interno del Comitato Tecnico Agrion, insieme ai Vignaioli Piemontesi, ai consorzi e alle organizzazioni agricole, abbiamo lavorato alla costruzione di un piano strategico di ricerca applicata, partendo dalle esigenze reali delle imprese vitivinicole. Con ViteLab Network nasce una piattaforma permanente di collaborazione che mette in rete 11 tra i più qualificati centri di ricerca, con l’obiettivo di attrarre competenze, investimenti e nuove risorse per l’innovazione. La ricerca deve tornare ad essere una leva concreta di competitività, capace di dare risposte ai viticoltori e di accompagnare il settore verso una viticoltura sempre più sostenibile, innovativa e resiliente. Perché difendere e rafforzare la viticoltura italiana significa difendere uno dei grandi simboli del made in Italy nel mondo”.
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