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IL “GRAN PREMIO D’ITALIA” 2026

Champagne Moët & Chandon brinda a Kimi Antonelli (Mercedes), un pilota italiano sul podio di Monza

Non succedeva da 60 anni (non c’era nemmeno la diretta Tv). Un ritorno nel ritorno, con Lvmh di nuovo in pista in Formula 1, che rimarrà nella storia

Un ritorno nel ritorno, che rimarrà nella storia, e nel quale due destini si sono incrociati: quello del giovanissimo Kimi Antonelli, che con Mercedes e dopo una gara straordinaria in rimonta dal 19esimo posto al primo, è il primo pilota italiano, dopo 60 anni, sul primo gradino del podio di Monza (l’ultimo prima di lui, nel 1966, era stato Ludovico Scarfiotti con la Ferrari, e con i complimenti della Premier Giorgia Meloni, ma anche di Jannik Sinner, tra le tantissime celebrities presenti); e quello di Lvmh che con lo Champagne Moët & Chandon (tra i brandi più famosi del più grande gruppo mondiale del lusso, con Krug, Cheval Blanc, Château d’Yquem, Ruinart, Dom Pérignon, Domaine des Lambrays, Veuve Clicquot, Cloudy Bay, Bodega Numanthia, Terrazza de Los Andes ed Ao Yun, tra gli altri), ha fatto di uno degli eventi sportivi più attesi e seguiti al mondo - nel quale nel 2025 è tornato in pista come bollicina ufficiale con una prestigiosa partnership globale decennale - un’occasione di celebrazione dell’heritage e dell’allure delle famose bollicine francesi, tra marketing, comunicazione ed incoming, con vip, chef stellati e grandi sommelier dei più famosi ristoranti italiani - dall’ex pilota Jean Alesi al rapper Lazza, dagli attori Stefano Accorsi e Michele Morrone a molti altri, e dove c’era anche WineNews (come vi racconteremo in un video prossimamente online con l’intervista a Benoît Gouez, dal 2005 chef de cave di Moët & Chandon, ndr) - che hanno brindato nell’hospitality sullo storico circuito (ma anche nei locali più cool di Milano, in un long weekend che la Maison ha dedicato al Gran Premio). Questo è stato, ieri, l’emozionante ed adrenalinico “Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia” 2026 all’Autodromo di Monza, che ha visto trionfare Aka 12 - e, sul podio con George Russell (Mercedes) e Max Verstappen (Red Bull), farsi letteralmente un bagno con la Celebratory Jeroboam che viene firmata dai vincitori e dal loro team - dopo le note dell’Inno di Mameli e con gli applausi dei tifosi anche della Ferrari, annaffiati di bollicine come da tradizione. Perché “Sarà perché ti amo”, come ha cantato, alla fine, con la hit dei Ricchi e Poveri, tutta la Formula 1, alla passione per lo sport che il vino accompagna da sempre, trasformandola in un rito.
“La nostra seconda stagione al fianco della Formula 1 segna il passaggio da un ritorno a una presenza duratura. Uniti dalla stessa ricerca di precisione ed eccellenza, Moët & Chandon e Formula 1 celebrano il savoir-faire, il lavoro di squadra e la passione che definiscono entrambi i nostri mondi. Insieme, continuiamo a trasformare il podio in un momento di vittoria condivisa, rendendo omaggio allo spirito collettivo che si cela dietro ogni traguardo”, ha detto Sibylle Scherer, president & ceo Moët & Chandon.
Un fascino ed un’eleganza, quelli dello Champagne, da sempre protagonista dei momenti iconici della vita come le bollicine italiane, e di Moët & Chandon, immutabili nel tempo, con i quali la Maison continua a scrivere la propria storia, rafforzando il legame con la massima espressione del motorsport, del quale è tornato ad essere Champagne Ufficiale nel 2025 (dopo un blasonato “interregno” dominato dal made in Italy con il Trentodoc di Ferrari), e portando avanti con passione un’eredità fondata su eccellenza ed emozione. Il legame tra Moët & Chandon e la Formula 1 è, infatti, leggendario, dal 1950, quando, al “Reims Grand Prix”, Frédéric Chandon de Briailles offrì spontaneamente una bottiglia al vincitore della gara, da allora la Celebratory Jeroboam, ai festeggiamenti sul podio di campioni come Sir Jackie Stewart, Ayrton Senna, Niki Lauda, Alain Prost, Mika Häkkinen e Michael Schumacher. Ma la storia di Moët & Chandon con gli sport motoristici risale ancora più indietro nel tempo, al 1936, quando Tazio Nuvolari, dopo aver vinto la Coppa Vanderbilt, sorseggiò Champagne da una Jeroboam di Moët & Chandon.
Nel 2026, Moët &Chandon continua ad accompagnare piloti e team in ogni fase del rituale post-gara: tutto ha inizio nel Parc Fermé, subito dopo la gara, dove i riflettori si accendono sui team e il pilota vincitore firma la Celebratory Jeroboam, che entrerà a far parte della storica collezione di Jeroboam di Formula 1 custodite nelle cantine di Moët & Chandon a Épernay, prima di dirigersi verso la Cooldown Room, dove i piloti rivivono il Grand Prix e assaporano appieno la vittoria. Il Corridor accompagna, poi, i campioni verso il podio per l’atteso rituale del quale anche le Jeroboam sono protagoniste.
E in occasione del “Formula 1 Pirelli Gran Premio d’Italia” 2026, Moët & Chandon ha portato a Monza anche due curiose icone della sua storia: Spirit of 1743, la mongolfiera a forma di tappo di Champagne che celebra l’anno di nascita della Maison, che ha volato sopra il “tempio della velocità” e su Monza, e il Mercedes-Benz 600 Pullman guidato da Jean Alesi, usato per accogliere ospiti illustri nella tenuta di Moët & Chandon, come Alain Prost e Jean Todt, ça va sans dire.

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