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VINO D’ITALIA

“Terregiunte”: in bottiglia il “matrimonio” tra Amarone e Primitivo “celebrato” da Cotarella

A WineNews, dietro al progetto enologico e culturale, che fa incontrare Nord e Sud, con i protagonisti: Bruno Vespa e Sandro Boscaini

Due territori lontani, culturalmente ed enologicamente, come il Veneto e la Puglia, due vini diversi, ma con tanti elementi in comune, come l’Amarone ed il Primitivo, due personaggi di spicco, uno della viticoltura della Valpolicella, Sandro Boscaini, l’altro della televisione italiana e, da qualche anno, della Manduria del vino, Bruno Vespa, in mezzo Riccardo Cotarella, tra i più celebri winemaker d’Italia e presidente Assoenologi: dal big bang di queste energie, nasce “Terregiunte - Vino d’Italia”, svelato oggi “Al Druscié”, il wine bar di Masi Agricola a Cortina d’Ampezzo, con la “benedizione” dei due presidenti di Regione, Michele Emiliano (Puglia) e Luca Zaia (Veneto). Un progetto unico, nato, come ricorda a WineNews Bruno Vespa, “da una mia vecchia idea, di far sposare due vini, da due Regioni lontanissime (Puglia e Veneto, ndr), che hanno tante affinità, ad esempio l’appassimento, e quando ne ho parlato con Riccardo Cotarella abbiamo pensato subito al numero uno, Sandro Boscaini, che si è subito entusiasmato al progetto. Gli enologi hanno lavorato, in parallelo, sull’annata 2016, che a novembre sarà pronto per andare sul mercato. È un progetto straordinario, “benedetto” dai due presidenti di Regione, Luca Zaia e Michele Emiliano, perché in tempi di autonomia è un bel segnale unitario, da parte di due Regioni tanto diverse, una del Nord ed una del Sud, insieme per portare nel mondo il vino d’Italia”.
Ma anche un vino che, con sé, porta implicazioni culturali importanti, nascendo da una considerazione, ossia che, come ricorda Sandro Boscaini, “abbiamo tante, forse troppe, pur grandi, denominazioni. Ma abbiamo perso il senso di cosa sia il vino d’Italia, relegato ad essere esclusivamente di una Docg, Doc o Igt, in quanto distillato della forza di alcune aree che, se messe insieme sono cooperanti e possono dare risultati eccellenti. Del resto, non è nuovo l’incontro del vino veneto con quello pugliese: senza scomodare gli anni in cui era ammesso il taglio, come diceva GiacomoTachis, può essere la soluzione per il grande vino italiano. In effetti, il vino pugliese ha sempre aiutato i vini del Nord, anche se oggi ce n’è meno bisogno. Questa confidenza - continua “Mr Amarone” - che alcune uve ed alcuni territori hanno tra di loro crea delle sinergie assolute, per cui il vino d’Italia non è solo la base produttiva, ma può essere un’eccellenza creata da grandi enologi che cercano il grande vino: tra Amarone e Primitivo si è studiato un blend tale che ciò che manca ad uno sia dato dall’altro. Così, la rotondità dell’Amarone viene mitigata dalla forza tannica del Primitivo, che richiede una suadenza ed una golosità che gli viene data dall’Amarone. Nascono così 12.000 bottiglie (sugli scaffali a novembre ad un prezzo di 100 euro, ndr) e 500 magnum che sono un inno ai Fratelli d’Italia: due Regioni distanti, sia enologicamente che culturalmente, che possono cooperare per dare un grande prodotto italiano al mondo. Questo è lo spirito - conclude Sandro Boscaini - ed il messaggio potrebbe essere utile per comunicare il vino italiano in quei Paesi, penso alla Cina, che non conoscono ancora le grandi differenze e peculiarità del nostro Paese”.
Operazione a dir poco entusiasmante, invece, da un punto di vista squisitamente enologico, con Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi e “regista”, in cantina, dell’operazione, che non stenta a definire “fantastica, unica, in cui grazie alla collaborazione con Andrea Dal Cino, coordinatore enologico di Masi Agricola, abbiamo messo a sistema le nostre esperienze, dando vita ad un matrimonio che, sotto il profilo enologico, si regge sull’incontro tra due uve e due vini di abbiamo cercato di mantenere il più possibile espressività e territorialità, ma senza “spingere” troppo, preferendo anzi cercare equilibrio ed eleganza. Dopo un anno di convivenza, così, non sono più Primitivo ed Amarone, ma sono un vino tutto nuovo, con caratteristiche tutte sue, in cui però si sentono ancora gli influssi del mare, da un lato, e del lago, dall’altro. È un’esperienza unica ed emozionante - sottolinea Cotarella - difficile da replicare, ma sarebbe utile provarci per l’enologia italiana. Magari facendo incontrare due vitigni bianchi, come il Grillo ed il Pecorino, un’idea fantasiosa, che non sarò io a portare a termine ...”.

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