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SCORTE

Cantina Italia: a febbraio 2022 nelle aziende italiane 59,9 milioni di ettolitri di vino

Dati Icqrf: 30,1 milioni di ettolitri di vini Dop, il Veneto detiene il 23,1% di tutte le scorte enoiche nazionali
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Calice di vino rosso

Nelle cantine del Belpaese, al 28 febbraio 2022, erano presenti 59,9 milioni di ettolitri di vino, 7,3 milioni di ettolitri di mosti e 242.000 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione, ossia un valore delle giacenza di vino in calo del -3,3% su gennaio 2022 e superiori del +0,9% su febbraio 2021, con i mosti segnano giacenze in crescita del +15,5% sui 12 mesi fa. Il 55% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, prevalentemente nel Veneto, il 50,3% del vino presente in cantina è a Dop, il 28% a Igp, mentre i vini varietali costituiscono appena l’1,3% del totale, ed il 20,4% è rappresentato da altri vini. Inoltre, le giacenze di vini a Indicazione Geografica sono molto concentrate: 20 denominazioni su 526 contribuiscono al 57,5% del totale delle giacenze. Ecco il report “Cantina Italia”, firmato dal Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei Prodotti Agroalimentari (Icqrf).
Come detto, le scorte di vini Dop ammontano a 30,1 milioni di ettolitri, quelle di Igp a 16,7 milioni di ettolitri, e quelle dei vini da tavola a 12,2 milioni di ettolitri. Dietro al Veneto, che detiene da solo il 23,1% del vino nazionale, ossia 13,9 milioni di ettolitri, soprattutto grazie al significativo contributo delle giacenze delle province di Treviso (9,7%) e Verona (8,3%), ci sono la Puglia (7,6 milioni di ettolitri), l’Emilia Romagna (7 milioni di ettolitri), la Toscana (5,7 milioni di ettolitri), il Piemonte (4,6 milioni di ettolitri), la Sicilia (4,6 milioni di ettolitri), l’Abruzzo (3,5 milioni di ettolitri), la Lombardia (2,6 milioni di ettolitri), il Trentino-Alto Adige (2,4 milioni di ettolitri) e il Friudi tutte le scorte enoiche nazionalili Venezia Giulia (2,2 milioni di ettolitri).
Al top tra le gli stock di vini a Dop e a Igp c’è il Prosecco, con una quota del 9,4% (4,4 milioni di ettolitri), seguito da Puglia Igp (6,2% e 2,9 milioni di ettolitri), Terre Siciliane Igp (3,9% e 1,8 milioni di ettolitri), Montepulciano d’Abruzzo (3,4% e 1,6 milioni di ettolitri), Sicilia Dop (4% e 1,8 milioni di ettolitri), Salento Igp (3,4% e 1,6 milioni di ettolitri), Toscana Igp (3,1% e 1,5 milioni di ettolitri), Delle Venezie (3,1% e 1,4 milioni di ettolitri), Veneto Igp (3% e 1,4 milioni di ettolitri), Chianti (2,7% e 1,2 milioni di ettolitri), Rubicone (2,5% e 1,2 milioni di ettolitri), Chianti Classico (1,8% e 863.000 ettolitri), Emilia Dop (1,7% e 801.000 ettolitri), Conegliano Valdobbiadene Prosecco (1,6% e 773.000 ettolitri), Veronese Dop (1,4% e 664.000 ettolitri), Franciacorta (1,3% e 589.000 ettolitri), Terre di Chieti (1,2% e 563.000 ettolitri), Soave (1,2% e 605.000 ettolitri), Tre Venezie (1,2% e 555.000 ettolitri) e di tutte le scorte enoiche nazionali.
La maggior parte dei mosti, invece, è detenuto nelle Regioni del Sud (47%) e del Nord (43%) Italia, con due Regioni che detengono il 67% dei mosti: Puglia (43,5%) ed Emilia-Romagna (21,2%). Su febbraio 2021, le giacenze di vini Dop sono aumentate del +0,8% e quelle di vini Igp del +4%, mentre le scorte dei vini da tavola segnano un calo del -1,5%. Su gennaio 2021, le scorte di vini Dop hanno perso il -3,8%, quelle di vini Igp il -2,4% e quelle dei vini da tavola del +21%.

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