02-Planeta_manchette_175x100
Consorzio Collio 2026 (175x100)
VINO E IMPRESA

Nadia Zenato punta sul Lugana con Sansonina (e rimane socia, in minoranza, di Zenato)

Nuovo percorso, tra vino e arte, per la produttrice veneta. La maggioranza della storica azienda di famiglia passa al fratello Alberto Zenato
ALBERTO ZENATO, LAGO DI GARDA, LUGANA, NADIA ZENATO, SANSONINA, VALPOLICELLA, ZENATO, Italia
Nadia Zenato punta sul Lugana con Sansonina (e rimane socia, in minoranza, di Zenato)

Rimanere nell’azienda di famiglia, di cui ha scritto una gran parte della storia da protagonista e guida, ma ora con una quota di minoranza, per non abbandonare le proprie radici, e, al tempo stesso, per dedicarsi ad un altro progetto vitivinicolo che è un gioiello più “personale”. Nadia Zenato, una delle produttrici e delle donne del vino più affermate, ha ceduto il 30% delle sue quote della cantina di famiglia, Zenato, nome storico della Valpolicella e del Lugana, al fratello Alberto Zenato, che, così, diventa socio di maggioranza della cantina (con Nadia Zenato che mantiene il 20% delle quote, mentre il 15% resta alla madre di Nadia e di Alberto, Carla Prospero, mai uscita dalla compagine aziendale, con l’azienda mai stata in vendita, come, invece, sostenuto nei mesi scorsi da notizie di stampa economica-finanziaria nazionale). E con Nadia Zenato che si dedicherà a tempo pieno a Sansonina, cantina tra i simboli del Lugana, territorio che, da anni, è in crescita anche sul fronte dei valori, e capace più di altri di cavalcare quel trend di mercato che vede premiare, da anni, e sempre di più, soprattutto i vini bianchi di qualità ed identitari.
Un nuovo assetto di una storia di famiglia e di vino, quella di Zenato, che sarà operativo, in maniera ufficiale, dal 1 luglio 2026. Per quella che, spiega una nota ufficiale, è un’evoluzione personale e imprenditoriale che consente a Nadia Zenato di concentrarsi su altre iniziative imprenditoriali legate al vino, alla cultura e alle relazioni.
“Zenato è una storia di famiglia prima ancora che un’azienda, per la quale ho dedicato molti anni alla sua crescita (nel 2025 il bilancio, in positivo sul 2024, ha toccato i 39 milioni di euro, ndr), portando nel mondo i vini, i territori e la visione nata da mio padre Sergio e da mia madre Carla, costruendo relazioni durature con tutti gli stakeholder e consolidando il posizionamento premium del brand, riconosciuto a livello globale come sinonimo di eccellenza. Oggi - spiega Nadia Zenato - scelgo di dare maggiore spazio a ciò che in questi anni ha rappresentato la parte più autentica del mio percorso: la relazione con le persone e la valorizzazione internazionale del vino del mio territorio attraverso il potenziamento di attività culturali e imprenditoriali già in essere e la realizzazione di nuovi progetti”, spiega la produttrice.
“Quando Nadia Zenato prese le redini dell’azienda fondata dai genitori Sergio e Carla, il vino italiano era guidato quasi esclusivamente da uomini. Lei ha scelto di non adattarsi a quel linguaggio e ha portato il proprio, fatto di rigore, di estetica, di relazioni costruite con pazienza e visione sui mercati internazionali. In oltre tre decenni ha contribuito ad affermare i vini del Lago di Garda e della Valpolicella in più di 60 Paesi, costruendo un posizionamento premium riconosciuto dalle più importanti guide e istituzioni del settore. Le donne che hanno guidato con vera autorità una cantina italiana di respiro internazionale si contano sulle dita d’una mano e Nadia Zenato è tra queste”, spiega ancora la nota.
Nei prossimi mesi, Nadia Zenato continuerà a sviluppare iniziative già avviate e nuovi progetti nel segno della valorizzazione dei territori, della promozione del vino italiano nel mondo e dell’enoturismo. Ed accanto alla dimensione imprenditoriale, la produttrice proseguirà il proprio impegno culturale attraverso progetti strettamente legati all’arte, ai laboratori di studio e sperimentazione, dedicati, in particolare, alla fotografia contemporanea e al continuo incontro e dialogo tra vino, arte, cultura e società.

Copyright © 2000/2026


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026

Altri articoli