Rimanere nell’azienda di famiglia, di cui ha scritto una gran parte della storia da protagonista e guida, ma ora con una quota di minoranza, per non abbandonare le proprie radici, e, al tempo stesso, per dedicarsi ad un altro progetto vitivinicolo che è un gioiello più “personale”. Nadia Zenato, una delle produttrici e delle donne del vino più affermate, ha ceduto il 30% delle sue quote della cantina di famiglia, Zenato, nome storico della Valpolicella e del Lugana, al fratello Alberto Zenato, che, così, diventa socio di maggioranza della cantina (con Nadia Zenato che mantiene il 20% delle quote, mentre il 15% resta alla madre di Nadia e di Alberto, Carla Prospero, mai uscita dalla compagine aziendale, con l’azienda mai stata in vendita, come, invece, sostenuto nei mesi scorsi da notizie di stampa economica-finanziaria nazionale). E con Nadia Zenato che si dedicherà a tempo pieno a Sansonina, cantina tra i simboli del Lugana, territorio che, da anni, è in crescita anche sul fronte dei valori, e capace più di altri di cavalcare quel trend di mercato che vede premiare, da anni, e sempre di più, soprattutto i vini bianchi di qualità ed identitari.
Un nuovo assetto di una storia di famiglia e di vino, quella di Zenato, che sarà operativo, in maniera ufficiale, dal 1 luglio 2026. Per quella che, spiega una nota ufficiale, è un’evoluzione personale e imprenditoriale che consente a Nadia Zenato di concentrarsi su altre iniziative imprenditoriali legate al vino, alla cultura e alle relazioni. “Zenato è una storia di famiglia prima ancora che un’azienda, per la quale ho dedicato molti anni alla sua crescita (nel 2025 il bilancio, in positivo sul 2024, ha toccato i 39 milioni di euro, ndr), portando nel mondo i vini, i territori e la visione nata da mio padre Sergio e da mia madre Carla, costruendo relazioni durature con tutti gli stakeholder e consolidando il posizionamento premium del brand, riconosciuto a livello globale come sinonimo di eccellenza. Oggi - spiega Nadia Zenato - scelgo di dare maggiore spazio a ciò che in questi anni ha rappresentato la parte più autentica del mio percorso: la relazione con le persone e la valorizzazione internazionale del vino del mio territorio attraverso il potenziamento di attività culturali e imprenditoriali già in essere e la realizzazione di nuovi progetti”, spiega la produttrice.
“Quando Nadia Zenato prese le redini dell’azienda fondata dai genitori Sergio e Carla, il vino italiano era guidato quasi esclusivamente da uomini. Lei ha scelto di non adattarsi a quel linguaggio e ha portato il proprio, fatto di rigore, di estetica, di relazioni costruite con pazienza e visione sui mercati internazionali. In oltre tre decenni ha contribuito ad affermare i vini del Lago di Garda e della Valpolicella in più di 60 Paesi, costruendo un posizionamento premium riconosciuto dalle più importanti guide e istituzioni del settore. Le donne che hanno guidato con vera autorità una cantina italiana di respiro internazionale si contano sulle dita d’una mano e Nadia Zenato è tra queste”, spiega ancora la nota.
Nei prossimi mesi, Nadia Zenato continuerà a sviluppare iniziative già avviate e nuovi progetti nel segno della valorizzazione dei territori, della promozione del vino italiano nel mondo e dell’enoturismo. Ed accanto alla dimensione imprenditoriale, la produttrice proseguirà il proprio impegno culturale attraverso progetti strettamente legati all’arte, ai laboratori di studio e sperimentazione, dedicati, in particolare, alla fotografia contemporanea e al continuo incontro e dialogo tra vino, arte, cultura e società.
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