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VINO E DENOMINAZIONI

Il Consorzio Vino Toscana ottiene l’“erga omnes” per la promozione e la tutela della Toscana Igt

Cesare Cecchi, presidente del Consorzio: “risultato importantissimo per poter agire nei modi e nei tempi adatti alla complessità di oggi”

Il Consorzio Vino Toscana, che tutela e promuove la denominazione più grande della Toscana del vino, l’Igt Toscana, ora potrà parlare ed agire a nome di tutti coloro che la rivendicano, che siano soci del Consorzio (passati dai 70 del 2019, anno in cui ebbe inizio il progetto di rinnovamento sviluppato con l’inizio della presidenza di Cesare Cecchi, ai 503 soci di oggi, che diventano oltre 1.750 con i viticoltori afferenti alle cooperative) o meno. Perché lo stesso Consorzio, guidato da Cesare Cecchi e dal dg Stefano Campatelli, ha ottenuto il riconoscimento “erga omnes” (per il quale è necessario rappresentare minimo il 66% della produzione ed il 40% dei produttori) “che significa essere rappresentativi della Igt Toscana ed essere referenti di tutti i produttori, anche non soci, che rivendicano Toscana Igt in una o più delle tre fasi della viticoltura, della vinificazione e dell’imbottigliamento”. Manca solo il decreto del Ministero dell’Agricoltura che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni. Un risultato importante e che apre nuovi scenari, per un Consorzio che tutela un’Igt Toscana che, oltre a portare nel nome il brand “Toscana”, tra i più forti nel mondo, per il vino e non solo, rappresenta, nei numeri, 91 milioni di bottiglie prodotte in media negli ultimi 5 anni, pari al 36% di tutti i vini toscani imbottigliati, per un valore alla produzione di 458 milioni di euro, per il 69% realizzati all’export.
“Oggi abbiamo raggiunto l’obiettivo importantissimo di avere uno strumento, quale è il Consorzio Vino Toscana, che ha tutti i requisiti per operare nei modi e nei tempi che i soci ritengono più opportuni e questo vale ancora di più in una situazione di mercato complessa ed articolata come quella che stiamo vivendo”, ha affermato Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana. Che sottolinea come il riconoscimento segue di poco tempo un altro risultato, quello della revisione del disciplinare di produzione approvato nel mese di marzo scorso e che, oltre a tanti altri cambiamenti, ha portato il cambio di denominazione da “Toscano o Toscana” a “Toscana”, scelta che punta a rafforzare riconoscibilità e posizionamento sul mercato e ad introdurre, inoltre, la categoria del vino spumante, che apre nuove prospettive produttive per il comparto vitivinicolo regionale (come avevamo riportato qui). “Siamo adesso nella condizione di gestire la nostra denominazione favorendo le attività delle imprese vitivinicole toscane. Un grande grazie a tutti i soci che hanno capito fin dall’inizio l’importanza di uno strumento del genere e hanno sostenuto e aiutato il Consorzio e la sua struttura a raggiungere questo obiettivo”.
“Un risultato eccellente - afferma Leonardo Marras, Assessore all’Agricoltura della Regione Toscana - e ringrazio il presidente Cecchi e il direttore Campatelli, uomini di grande esperienza nel campo vitivinicolo, che hanno saputo con determinazione creare coesione e fare squadra per perseguire un obiettivo che porterà valore al vino toscano. Le strategie che il Consorzio Vino Toscana potrà mettere in campo salvaguarderanno ancora di più la qualità e l’immagine del vino toscano proteggendo non solo il prodotto, ma anche tutto il territorio e i suoi agricoltori capaci di trasformare la tradizione e la passione in valore economico. Lavoriamo ogni giorno per proteggere e valorizzare questo patrimonio unico sostenendo una filiera, e in questo caso il Consorzio, rappresentativo di tutta la produzione a Igt della Regione, che è non solo economia, ma l’anima stessa del nostro territorio”.
Il Consorzio Vino Toscana, dal suo riconoscimento, meno di tre anni fa, è stato molto attivo anche nella tutela del nome Toscana opponendosi agli utilizzi impropri a livello nazionale ed internazionale e registrando nel mondo un brand così iconico, come ad esempio in Usa. Il tutto in un’ottica di valorizzazione e tutela di una denominazione che annovera tra i suoi prodotti i vini più riconosciuti al mondo e che, senza ombra di dubbio, rappresenta una zona di produzione tra le più importanti del mondo.
“Questo risultato - conclude Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana - non deve essere letto solo come un traguardo raggiunto, ma come la creazione di una base solida su cui costruire prospettive e programmi che diano ai produttori la soddisfazione che meritano nello svolgimento delle proprie attività”.
Nel concreto, il riconoscimento “erga omnes”, assegna al Consorzio Vino Toscana potere decisionale in tutte le politiche di valorizzazione nel territorio toscano riferito ai vini a Indicazione Geografica Tipica con un ruolo di supervisione e coordinamento. Il Consorzio Vino Toscana, come prevede la normativa, ora, non agirà più nell’interesse dei soli soci, ma di tutti coloro che producono vini a Indicazione Geografica Tipica in Toscana. Al contempo, il decreto mette a disposizione del Consorzio gli strumenti per poter fruire del sostegno economico di tutti i produttori compresi nell’area: in sintesi, corresponsabilità di tutte le aziende e allargamento del budget per piani di tutela, valorizzazione e comunicazione.

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