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NORMATIVA

Vino ed etichette, proroga per l’“esaurimento scorte” fino al 30 giugno per quelle già stampate

Firmato il decreto dal Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, dopo il nuovo regolamento Ue. Con il plauso Federvini e Coldiretti
Coldiretti, ETICHETTE, FEDERVINI, LOLLOBRIGIDA, vino, Italia
Vino ed etichette, proroga per l’“esaurimento scorte” per quelle già stampate

Dall’8 marzo 2024, le etichette dei vini dovranno adeguarsi al nuovo regolamento Ue in materia, come abbiamo già riportato qui. Ma, intanto, le etichette già stampate per vini e vini aromatizzati potranno continuare ad essere impiegate fino al 30 giugno prossimo. Lo ha stabilito il Decreto emanato il 9 marzo dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che proroga così l’autorizzazione all’utilizzo delle etichette che riportano il simbolo ISO 2760 per identificare il codice QR ma non il termine “ingredienti”.
“Le etichette forniscono già tutte le informazioni utili ai consumatori attraverso uno specifico qrcode e gettarle al macero senza un reale motivo avrebbe portato un rilevante danno economico a tutta la filiera. Continua il nostro impegno al fianco di agricoltori e viticoltori nazionali”,ha dichiarato il Ministro Francesco Lollobrigida. “Esprimiamo soddisfazione e apprezzamento per la misura del Ministero dell’Agricoltura: un elemento di certezza per le aziende vitivinicole italiane in un momento cruciale per l’applicazione dei nuovi obblighi Ue in materia di lista degli ingredienti e dichiarazione nutrizionale. Ricordiamo che già da tempo gli operatori del comparto del vino avevano diligentemente provveduto ad allinearsi alle richieste della Commissione europea e sarebbe stata una beffa non consentire loro di impiegare le etichette già stampate con il simbolo ma senza la dicitura ingredienti”, commenta Micaela Pallini, presidente Federvini.
In dettaglio, il Decreto siglato dal Ministro Francesco Lollobrigida ha stabilito che è consentito etichettare i vini ed i prodotti vitivinicoli aromatizzati destinati al mercato nazionale con etichette riportanti il simbolo ISO 2760 accanto al codice QR che rimanda alle informazioni relative alla lista degli ingredienti ed alla dichiarazione nutrizionale fino al 30 giugno 2024, anche se prive del termine “ingredienti”. Il decreto prevede altresì che, qualora non utilizzate entro la data del 30 giugno prossimo, le etichette rimanenti potranno continuare ad essere utilizzate se corrette mediante l’apposizione di un adesivo riportante il termine “ingredienti” accanto al simbolo o ogni altra indicazione ritenuta utile. Infine, i vini e i prodotti vitivinicoli aromatizzati che risulteranno etichettati entro il 30 giugno 2024 potranno essere commercializzati sul territorio nazionale sino ad esaurimento scorte. Per memoria, ricorda la Federvini, lo scorso 24 novembre la Commissione Europea aveva pubblicato le “Linee Guida” sulle nuove norme concernenti l’etichettatura dei vini e dei vini aromatizzati, a pochissimi giorni dall’entrata in vigore dei nuovi obblighi Ue in materia di lista degli ingredienti e dichiarazione nutrizionale.
Un’interpretazione della normativa Ue riguardo l’aspetto delle etichette, che ha stabilito la necessità di apporre la parola “ingredienti” insieme al QR-Code informativo sugli ingredienti e i valori nutrizionali in sostituzione della sola “ì”, già ampiamente in uso fra quei produttori che per primi si erano voluti adeguare al nuovo regime normativo. Una novità che aveva destato una marcata preoccupazione tra le associazioni di settore a livello europeo e nazionale per il timore di dover procedere alla distruzione di centinaia di milioni di etichette già prodotte e all’impossibilità tecnica di provvedere alla stampa delle nuove, con conseguente danno economico ingente per le filiere produttive visti i normali tempi di realizzazione e consegna delle etichette. “Sono salve le etichette per il vino made in Italy messe a rischio dalle nuove norme Ue”, è invece la lettura della Coldiretti, che va anche oltre: “bene la proroga a livello nazionale - spiega Coldiretti - ma adesso sarà fondamentale uniformare gli standard a livello europeo, adottando la regola che, per l’inserimento delle informazioni relative a ingredienti e valori nutrizionali, si utilizzi un codice QR accompagnato dalla sola lettera “I”.
Il problema era nato perché, a poche settimane dall’entrata in vigore dal nuovo regolamento, la Commissione aveva deciso di inserire il termine completo “ingredienti”, invece di “I”, condannando di fatto al macero tutte le etichette già stampate dai produttori che si erano organizzati per tempo. Un danno per le aziende subito denunciato dalla Coldiretti - sostiene l’organizzazione agricola - a tutela di un settore già colpito dall’impennata dei costi di produzione che mette a rischio la competitività del vino italiano sul mercato nazionale ed estero”.

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