Il “genio italiano” per eccellenza, Leonardo da Vinci, che era anche produttore di vino, così come Camillo Benso di Cavour, primo Presidente del Consiglio dell’Italia unita, tra i grandi protagonisti del Risorgimento e del Barolo, o la Marchesa Giulia Colbert Falletti, “inventrice” del Barolo “moderno”, la cui storia è custodita dalla Marchesi di Barolo (guidata dalla famiglia Abbona), e ancora due nomi che hanno segnato la storia più recente del vino italiano, ovvero Mario Incisa della Rocchetta e Giacomo Tachis, insieme “creatori” di uno dei miti del vino italiano, come il Sassicaia della Tenuta San Guido, con lo stesso Tachis divenuto poi uno degli enologi italiani più affermati di sempre, e firma di tanti grandissimi vini italiani che hanno fatto la storia, come, per citarne alcuni, il Tignanello di Antinori, il Terre Brune di Cantina di Santadi, il Turriga di Argiolas, il Pelago di Umani Ronchi ed il San Leonardo della Tenuta San Leonardo. A questi cinque grandi interpreti di epoche diverse, ma accomunati dal ruolo di custodi e innovatori di un’eccellenza senza tempo, è dedicata l’edizione 2026 di “OperaWine”, la prestigiosa degustazione prologo di Vinitaly, dedicata alle aziende portabandiera del made in Italy enologico negli States, selezionate dalla celebre rivista Usa “Wine Spectator” per Veronafiere, e che sarà di scena a Verona l’11 aprile, alle Gallerie Mercatali, alla vigilia della più importante fiera del vino italiano (12-15 aprile). Con 150 cantine che la stessa “Wine Spectator” ha suddiviso in “Legacy Icons” (31 cantine presenti in tutte le edizioni, “produttori che, grazie ad una costante attenzione all’eccellenza qualitativa dei loro prodotti, hanno avuto un impatto storico sul vino italiano”), “Classics” (69 produttori “leader nelle loro regioni, con un curriculum qualitativo importante”) e “New Voices” (50 cantine “fondate a partire dal 1990, selezionate per la loro capacità di garantire qualità, innovazione e una continua evoluzione del vino italiano”).
Nomi che vanno da Masciarelli a Feudi di San Gregorio, da Famiglia Cotarella a Ca’ del Bosco, da Nino Negri a Umani Ronchi, da Tormaresca - Tenuta Bocca di Lupo a Donnafugata, da Planeta a Tasca d’Almerita, da Ferrari Trento a Marchesi Antinori, da Castello di Ama a Castello di Volpaia, da Fèlsina a Fontodi, da Marchesi Frescobaldi a Mazzei, da Ornellaia a Tenuta San Guido, da Lungarotti ad Allegrini, da Masi Agricola a Zenato, tra le “Legacy Icon”; da Jermann a Marco Felluga Russiz Superiore, da Lvnae Bosoni a Bellavista, da Guido Berlucchi a Braida di Giacomo Bologna, da Ceretto a Cogno, da G.B. Burlotto a G.D. Vajra, da Giacomo Borgogno & Figli a Oddero Poderi e Cantine, da Pio Cesare a Sandrone, da Argiolas a Tenute Sella & Mosca, da Benanti a Tenuta delle Terre Nere, da Cantina Terlano ad Elena Walch, da San Michele Appiano a Tenuta San Leonardo, da Altesino ad Argiano, da Biondi-Santi a Boscarelli, da Canalicchio di Sopra a Caprili, da Carpineto a Casanova di Neri, da Castello Banfi ad Eredi Fuligni, da Il Poggione a Isole e Olena, da Le Macchiole a Rocca delle Macìe, da Antinori Castello della Sala a Caprai, da Bertani a Nino Franco, da Roberto Anselmi a Romano dal Forno e Tedeschi tra i “Classic”; e ancora, tra le “New Voices”, nomi come Quintodecimo, San Salvatore 1988, Villa Bucci, Gianfranco Fino, Arianna Occhipinti, Feudo Maccari - Famiglia Antonio Moretti, Graci, Pietradolce, Maso Martis, Argentiera, Tenuta di Biserno, Grattamacco, Lamole di Lamole, Le Chiuse, Poggio al Tesoro (Marilisa Allegrini), San Filippo, Tenuta di Arceno, Tenuta di Trinoro, Tolaini, Tenuta Castelbuono (Fratelli Lunelli), Biancavigna, Gerardo Cesari e Zýmē, per citarne alcune (la lista completa in focus). Complessivamente sono 45 le nuove cantine presenti rispetto all’edizione 2025. Sul fronte della rappresentatività territoriale, è la Toscana a guidare la classifica con 48 produttori, seguita da Piemonte (24), Sicilia (15) e Veneto (12).
“OperaWine” è “un evento simbolo e rappresenta la nostra unica degustazione internazionale - ha ricordato Alison Napjus, senior editor “Wine Spectator”, nella presentazione della lista delle aziende a Chicago, nell’edizione 2025 di Vinitaly.Usa lo scorso ottobre - per me e per Bruce Sanderson, senior editor, le cantine protagoniste a Verona sono sempre fonte di ispirazione ed esplorazione dei vini italiani, selezionati nei nostri blind tasting. Per l’anno prossimo abbiamo ampliato la rappresentatività dell’eccellenza qualitativa del vino italiano, introducendo solo per il 2026 le “New Voices”, con l’obiettivo di individuare nuove categorie tematiche per le successive edizioni. Ringraziamo Veronafiere-Vinitaly per la fiducia accordata a “Wine Spectator”. Da parte nostra, siamo felici di poter mettere in luce questi produttori straordinari durante l’evento a Verona e di presentarli ai 3,5 milioni di lettori della nostra rivista in tutto il mondo”.
Dal 2012, “OperaWine”, ricorda una nota, è l’unico evento di degustazione che “Wine Spectator” organizza al di fuori degli Stati Uniti, a conferma della solidità della collaborazione con Veronafiere e del ruolo dell’appuntamento come ponte privilegiato tra il vino italiano e il mercato americano. Un rapporto che riflette anche il presidio costante della fiera veronese in questo mercato fondamentale e che nel 2026 si rafforza ulteriormente con la terza edizione di Vinitaly.Usa, organizzata da Veronafiere Vinitaly e Ita - Italian Trade Agency a New York City il 26 e il 27 ottobre al Pier 36, subito dopo la “Wine Spectator’s New York Wine Experience” (22–24 ottobre), uno degli appuntamenti più prestigiosi del calendario enologico internazionale.
Focus - Le 150 cantine selezionate da “Wine Spectator ” per “OperaWine” 2026
Legacy Icons
Masciarelli
Feudi di San Gregorio
Mastroberardino Agricola
Livio Felluga
Famiglia Cotarella
Ca’ del Bosco
Nino Negri
Umani Ronchi
Aldo Conterno
Giuseppe Mascarello & Figlio
Paolo Scavino
Tormaresca Tenuta Bocca di Lupo
Donnafugata
Planeta
Tasca D’almerita
Ferrari Trento
Antinori
Castellare di Castellina
Castello di Ama
Castello di Volpaia
Fèlsina
Fontodi
Marchesi Frescobaldi
Mazzei
Ornellaia
Tenuta San Guido
Lungarotti
Allegrini
Masi Agricola
Pieropan
Zenato
Classics
D’Angelo
Borgo del Tiglio
Jermann
Marco Felluga Russiz Superiore
Vie di Romans
Liguria Lvnae Bosoni
Arpepe
Bellavista
Guido Berlucchi
Marche Bisci
Marche Garofoli
Braida di Giacomo Bologna
Cavallotto
Ceretto
Cogno
Elio Altare
G.B. Burlotto
G.D. Vajra
Giacomo Borgogno & Figli
Marchesi di Gresy
Massolino
Oddero Poderi e Cantine
Pio Cesare
Pira Chiara Boschis
Produttori del Barbaresco
Ratti
Roagna
Sandrone
Vietti
Argiolas
Tenute Sella & Mosca
Benanti
Duca di Salaparuta
Passopisciaro
Tenuta delle Terre Nere
Cantina Terlano
Elena Walch
J. Hofstätter
St. Michael-Eppan Winery
Tenuta San Leonardo
Altesino
Argiano
Biondi-Santi
Boscarelli
Canalicchio di Sopra
Caprili
Carpineto
Casanova di Neri
Castello Banfi
Castello di Albola
Castello di Monsanto
Castello Romitorio
Eredi Fuligni
Fattoria Le Pupille
Il Poggione
Isole E Olena
Le Macchiole
Ricasoli
Rocca delle Macìe
Siro Pacenti
Valdicava
Antinori Castello della Sala
Arnaldo Caprai
Tabarrini
Bertani
Nino Franco
Roberto Anselmi
Romano Dal Forno
Tedeschi
New Voices
La Valentina
Elena Fucci
Colli di Lapio
Galardi
Quintodecimo
San Salvatore 19.88
Terre di Valter
Chiara Condello
Bastianich
Liguria Terenzuola
Liguria Terre Bianche
Villa Bucci
Catabbo
Ca’viola
Mauro Veglio
Trediberri
Felline
Gianfranco Fino
Masseria Li Veli
Agripunica
Ammura (Tommasi Family Estates)
Arianna Occhipinti
F. Tornatore
Feudo Maccari
Feudo Montoni
Giovanni Rosso
Graci
Pietradolce
Maso Martis
Argentiera
Biserno
Grattamacco
Il Molino di Grace
Ipsus
Istine
Lamole di Lamole
Le Chiuse
Podere Salicutti
Poggio al Tesoro
Riecine
Rocca di Frassinello
Rocca di Montegrossi
San Filippo
Tenuta di Arceno
Tenuta di Trinoro
Tolaini
Tenuta Castelbuono
Biancavigna
Gerardo Cesari
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