Un piano promozionale straordinario per rilanciare il vino italiano negli Usa colpito dai dazi di Trump, dopo che il 2026 si è aperto con un calo in valore del 28% nei primi due mesi sul 2025 (dati Eurostat), ma con la consapevolezza che il momento di difficoltà potrà essere superato grazie alla capacità imprenditoriale dei produttori italiani. È uno dei temi al centro dell’incontro promosso, oggi, a Palazzo Rospigliosi a Roma, da Coldiretti e Filiera Italia nel lancio delle iniziative per Vinitaly 2026 (Verona, 12-15 aprile), con la presenza di decine di buyer americani assieme ad istituzioni, imprese, rappresentanti del commercio internazionale ed esperti di mercato, per analizzare criticità e individuare strategie concrete di rilancio e tutela dell’export vitivinicolo italiano, uno dei pilastri dell’agroalimentare nazionale e uno dei principali motori delle esportazioni made in Italy, con gli Stati Uniti che rappresentano da soli il 23% dell’export vinicolo italiano nel mondo.
Una rilevanza strategica messa però, come noto, sotto pressione da diversi fattori, a partire dall’introduzione dei dazi che hanno penalizzato la competitività dei prodotti italiani, aggravata, peraltro, anche dall’andamento sfavorevole del cambio euro-dollaro, che incide sui margini delle imprese. Il risultato è un calo del 9% in valore nel 2025 sull’anno precedente, ma il vino sconta anche il rallentamento dei consumi e i mutamenti nelle preferenze dei consumatori, mentre cresce la concorrenza di altri Paesi produttori e di vini alternativi. A ciò si aggiungono tensioni geopolitiche, costi di produzione elevati e la necessità di rafforzare il posizionamento del vino italiano lungo tutta la catena del valore.
A dibatterne il presidente Coldiretti Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, l’ad Filiera Italia Luigi Scordamaglia, assieme a Matteo Zoppas, presidente Ita-Italian Trade Agency, Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi, Felice Adinolfi, direttore Centro Studi Divulga, Federico Bricolo, presidente Veronafiere, Stevie Kim, founder Italian Wine Podcast e managing partner Vinitaly, Antonio Rallo, ad Donnafugata, Teresa Nicolazzi, dg Pemac, e Victor Oscar Schwartz, l’importatore statunitense autore del ricorso che ha portato la Corte Suprema ad annullare i dazi di Trump (in collegamento video).
Temi di cui si parlerà anche a Casa Coldiretti al Vinitaly 2026, dal 12 al 15 aprile a Verona. Novità, il “Ristorante d’Autore di Campagna Amica - La Casa della Cucina Italiana”, il nuovo format con cui Coldiretti, Campagna Amica e Terranostra firmano la gestione del ristorante ufficiale della fiera, trasformandolo in uno luogo unico dove agricoltura, cucina e territorio si incontrano. Il palinsesto si apre domenica 12 aprile con la degustazione “Restiamo in bolla” su spumanti italiani (Prosecco, Trento Doc, e non solo), un convegno e un aperitivo con vini leggeri sotto i 12 gradi. Lunedì 13 aprile è dedicato ai giovani innovatori, con focus su produttori emergenti e interpretazioni del Sangiovese toscano e non. Martedì 14 aprile si parla di “Vino e Patrimonio Unesco”, abbinando vini a cibi tradizionali (Pizza Napoletana, Parmigiano Reggiano) e territori come Prosecco e Langhe, più vini d’altitudine. Mercoledì 15 aprile, infine, spazio a “Mediterraneo nel bicchiere” e vini dolci italiani, celebrando le tradizioni regionali.
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