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EDUCAZIONE ALIMENTARE

Tra cous cous e falafel, l’Università dell’Aquila serve a mensa la diversità culturale agli studenti

È l’iniziativa dell’Adsu della Regione Abruzzo che prevede un menù etnico per favorire conoscenza, condivisione e rispetto a partire dal cibo
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Il cibo come ponte tra persone e culture nelle mense scolastiche

La cucina è uno dei linguaggi più immediati attraverso cui le culture si raccontano: riflette la storia, il territorio e le tradizioni di un popolo, intrecciando influenze che affondano le radici nel tempo e nello spazio. Tecniche, ingredienti e abitudini alimentari nascono, infatti, dal contesto in cui si sviluppano e si tramandano di generazione in generazione, dando vita ad identità culinarie riconoscibili e in continua evoluzione. Dall’uso delle spezie in alcune aree dell’Asia alla precisione delle preparazioni giapponesi, dalla convivialità delle tavole mediorientali alla ricchezza dei sapori della cucina latino-americana, fino alla tradizione mediterranea fatta di stagionalità e semplicità, ogni cultura culinaria custodisce un patrimonio di saperi che va oltre il semplice nutrimento, trasformando il cibo in un’occasione di incontro, scoperta e condivisione. In questo contesto nasce l’iniziativa promossa dall’Adsu L’Aquila (Azienda per il Diritto agli Studi Universitari), l’ente della Regione Abruzzo responsabile dell’erogazione di servizi e benefici per gli studenti dell’Università degli Studi dell’Aquila, che, da domani, 7 maggio, porterà nelle mense universitarie un menù ispirato alle cucine internazionali, pensato per valorizzare la diversità culturale e offrire agli studenti un’esperienza gastronomica ampia e variegata. La proposta che affiancherà il menù ordinario - peraltro sempre più diffusa nelle mense scolastiche italiane, fin dalla Scuola dell’Infanzia, ndr - unisce qualità dell’offerta e attenzione alle diverse abitudini alimentari, rafforzando il ruolo delle mense universitarie come luoghi di socialità e condivisione.
“Le mense universitarie - afferma la presidente Adsu L’Aquila, Marica Schiavone - rappresentano uno spazio di inclusione reale, dove culture e abitudini diverse si incontrano ogni giorno. Anche attraverso il cibo possiamo favorire conoscenza, condivisione e rispetto reciproco, offrendo agli studenti un’esperienza che va oltre il servizio. In questa direzione, ampliamo l’offerta con proposte che valorizzano tradizioni differenti e contribuiscono a costruire una comunità universitaria sempre più aperta e accogliente”.
Il progetto si inserisce in un contesto nazionale in cui sempre più università, e non solo, promuovono iniziative tematiche legate al cibo: sempre l’Adsu ha aderito anche alla “Green Food Week”, in collaborazione con l’Università degli Studi dell’Aquila, portando nelle mense un modello più sostenibile, attento alla riduzione delle proteine animali e alla valorizzazione delle filiere locali. In questo caso, l’attenzione si sposta sulla dimensione culturale, con un percorso culinario che attraversa Paesi e tradizioni diverse. Il menù, curato dallo chef Raja Luttoo, professionista con esperienze internazionali e noto per la sua cucina capace di raccontare territori e tradizioni diverse, prevede, infatti, piatti rappresentativi di differenti aree geografiche: dal cous cous mediterraneo al karniyarik turco, fino ai falafel mediorientali e al pollo all’ananas di ispirazione asiatica, accompagnati da contorni come ratatouille francese e fagioli alla messicana. A chiudere, lo strudel di mele della tradizione mitteleuropea. Tra le bevande, prevista anche la sangria.
“L’iniziativa - conclude il direttore Adsu L’Aquila, Michele Suriani - si inserisce in un percorso più ampio di rafforzamento dei servizi agli studenti, con l’obiettivo di rendere l’offerta sempre più vicina alla comunità che ogni giorno vive l’università. Le mense, in questo senso, diventano uno spazio concreto in cui riconoscere e valorizzare le diverse sensibilità culturali presenti tra gli studenti. Ampliare l’offerta significa anche questo: costruire luoghi più aperti, dove ciascuno possa ritrovarsi anche nelle scelte quotidiane, a partire dal cibo”.
Un modo semplice, ma concreto, per ricordare che il cibo non è solo nutrimento, ma uno dei ponti più immediati tra persone, storie e culture.

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