Ancora un attacco contro l’alcol, il vino e la birra. E non all’abuso, come è doveroso, ma al consumo tout court, come è sbagliato, o quanto meno controverso. In particolare, se si parla di vino, secondo buona parte del mondo della scienza e della ricerca. Un attacco che, questa volta, non arriva dai palazzi di qualche organizzazione sovranazionale come l’Oms, o da qualche ufficio della Commissione Ue, ma dalla città di New York, la più popolosa degli Usa (oltre 8 milioni di abitanti, che arrivano a 23 con l’estesa area metropolitana) e tra le grandi capitali del mondo, da sempre sotto gli occhi di tutti, anche per la sua capacità di essere aperta e simbolo di libertà, ovvero New York. Dove il Dipartimento della Salute, da qualche giorno, ha lanciato una campagna shock, con l’obiettivo di “ridurre il rischio di tumori legati all’alcol tra i newyorkesi”.
“Il Dipartimento della Salute di New York vuole che i newyorkesi conoscano la verità sul legame tra il consumo di alcol e il cancro, per influenzare le loro decisioni riguardo al consumo di alcol. L’alcol è direttamente collegato a un aumento del rischio di almeno sette tipi di cancro, tra cui seno, colon retto e gola, ma bere meno può ridurre il rischio”, si legge sul sito del Dipartimento. In una nota stampa che continua: “l’alcol è un noto cancerogeno: consumare anche solo una bevanda al giorno aumenta il rischio di almeno sette tipi di cancro, tra cui seno, colon retto, esofago, voce vocale, fegato, bocca e gola. Sebbene non esista una quantità sicura o raccomandata di alcol, la buona notizia è che bere meno può ridurre il rischio di cancro”. La campagna, spiega ancora il dipartimento, sarà attiva per tutto il mese di maggio “su metropolitane e social media, nei bar e nei luoghi pubblici, alla radio e su pubblicazioni” di vario genere. “I newyorkesi meritano di conoscere la verità sul rischio di cancro quando si bevono alcolici. Per alcuni i nostri dati possono rovinare l’entusiasmo, ma in realtà è proprio il loro entusiasmo che può uccidere”, ha detto il Commissario alla Salute di New York, il dottor Alister Martin. “La buona notizia è che bere meno riduce il rischio di cancro, e conoscere i fatti significa che sei tu a controllare: stiamo mandando questo messaggio in metropolitana, nel tuo quartiere, online e via radio perché la conoscenza è potere. Siamo impegnati a sostenere le scelte più sane dei newyorkesi in ogni fase del percorso”.
E “i newyorkesi hanno il diritto ad informazioni chiare e accurate sui rischi per la salute che affrontano, incluso il legame ben consolidato tra alcol e cancro”, ha dichiarato la consigliera comunale di New York Lynn Schulman, presidente della Commissione per la Salute. “Per troppo tempo, questa connessione non è stata ampiamente compresa. Applaudo il Dipartimento della Salute di New York City per aver lanciato questa campagna per garantire che le persone abbiano accesso a informazioni semplici e basate su evidenze e sappiano dove trovare le risorse necessarie per prendere una decisione informata”.
“L’alcol rimane il principale motore di ammissione in cure, eppure continua ad essere ampiamente normalizzato come a basso rischio nonostante i suoi impatti sulla salute ben documentati e la sua crescente disponibilità - ha aggiunto la senatrice dello Stato di New York, Nathalia Fernandez, che presiede l’Alcoholism & Substance Use Disorders Committee. “Le ricerche dimostrano che il consumo eccesso di alcol è collegato ad almeno sette tipi di cancro. L’impatto su individui e comunità è chiaro, e New York attualmente manca delle risorse per affrontare pienamente questo problema. Ecco perché sto sostenendo una nuova tassa sull’alcol per finanziare prevenzione, educazione e recupero”.
Un’iniziativa forte, che si inserisce nel quadro di “HealthyNYC”, la campagna della città per aumentare l’aspettativa di vita dei newyorkesi, che include un obiettivo chiave di ridurre del 20% entro il 2030 i decessi per tumori. Ma che, soprattutto, va a riaccendere il dibattito eterno tra chi professa la beneficità o quanto meno la non dannosità per la salute di un consumo moderato e consapevole di alcol, ed in particolare di vino, soprattutto ai pasti e nello stile mediterraneo (come emerso di recente anche nel convegno, voluto dal gruppo Oniverse della famiglia Veronesi per lanciare l’“Accademia Internazionale del bere in salute”, che abbiamo documentato anche in questo video), e chi, invece, spinge per arrivare all’ideale obiettivo di un consumo tendente al nullo. Con questo ultimo schieramento che ora trova un alleato forte, nella “città che non dorme mai”, New York.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026





















































































































































































