Il trend non cambia e il confronto con il 2025, anno in cui i numeri erano già alti, mostra come le cantine italiane, in generale, stiano aumentando le proprie scorte di vino. Se, infatti, il dato del 31 marzo 2026 indicava +5,7% sullo stesso periodo 2025, i numeri aggiornati al 30 aprile 2026, sostanzialmente all’insegna della stabilità, parlano di +5,6% di giacenze di vino in cantina rispetto ad un anno fa, per un totale di 52,5 milioni di ettolitri (quasi 2,8 milioni di ettolitri di vino in più), a cui vanno aggiunti 4,7 milioni di ettolitri di mosti (+35,8%) e 96.874 ettolitri di vino nuovo ancora in fermentazione (Vnaif), dato quest’ultimo in calo del -17%. A dirlo è l’aggiornamento di “Cantina Italia” dell’Icqrf.
Il 54,4% del vino detenuto è a Dop (il 26,9% è rosso e il 25,9% è bianco), il 26,3% a Igp, i vini varietali costituiscono appena l’1,6% del totale, mentre il 17,7% è rappresentato da altri vini. Le giacenze di vini a Indicazione Geografica sono molto concentrate con 20 denominazioni su 523 che contribuiscono al 58,1% del totale delle giacenze. Il 56,1% del vino è detenuto nelle regioni del Nord, tanto che, nel solo Veneto, è presente il 25,6% del vino nazionale. Il Prosecco Dop rappresenta l’11% delle giacenze, davanti a Igp Puglia (4,6%) e Igp Toscana (4%), tre Indicazioni Geografiche che, da sole, totalizzano quasi il 20% delle giacenze.
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