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CULTURA ENOICA

“Premio Scultura Ca’ del Bosco” n. 2, l’opera di Binta Diaw rinnova il rapporto tra vino e arte

Ideato da Maurizio Zanella, presidente della prestigiosa griffe d'Italia e della Franciacorta, il bozzetto vincitore è “Fundamenta” dell’artista visiva italo-senegalese

Il binomio tra vino e arte ha scritto tante belle pagine di storia, ma, allo stesso tempo, è sempre più proiettato nel futuro, sfruttando quell’immenso background culturale che li accomuna e dando vita ad un feeling vincente: il vino cerca l’arte e l’arte cerca il vino perché insieme riescono a sublimare un concetto di cultura universale e trasversale. Cantine che, sempre più spesso, accolgono mostre, opere d’arte ed artisti, confermandosi come player attivi e in prima linea, nel panorama contemporaneo. Non a caso, secondo la mappatura di MetodoContemporaneo, il primo osservatorio italiano permanente su arte e paesaggio vitivinicolo promosso dall’Università degli Studi di Verona con Bam! Strategie Culturali, sono oltre 60 le aziende vinicole italiane che hanno costruito e mantengono una stretta liaison con l’universo dell’arte (come WineNews ha raccontato anche in un video).
Tra le cantine pioniere in Italia del legame tra vino e arte, fin dagli Anni Settanta del Novecento, e che hanno quindi aperto una “strada maestra” in questo sodalizio, c’è sicuramente Ca’ del Bosco, uno dei nomi più prestigiosi della viticoltura italiana, realtà creata da Maurizio Zanella, riferimento della Franciacorta e del vino internazionale (e che ha visto l’ingresso della famiglia Marzotto nel 1994, oggi con il gruppo Herita Marzotto Wine Estates, ndr). E che ha annunciato il vincitore del “Premio Scultura Ca’ del Bosco” n. 2, nato nel 2023 e riservato alle grandi sculture da esterni realizzate da artisti italiani under 40. Un premio ideato con un doppio intento: rafforzare e rendere indelebile il forte legame che esiste tra l’arte e Ca’ del Bosco e la volontà di rendere istituzionale un solido rapporto già esistente con un’azione di mecenatismo in grado di rafforzarlo con le infinite capacità e possibilità immaginative della nuova generazione artistica.
Il “Premio Scultura Ca’ del Bosco” n. 2 è stato vinto dall’artista visiva italo-senegalese Binta Diaw con l’opera “Fundamenta”. Come si legge nella scheda tecnica dell’opera, “fundamenta significa “fondamentaˮ, ma nel suo suono arcaico evoca anche lʼidea di ciò che fonda, sostiene e orienta nel tempo. Non soltanto basi materiali, ma principi generativi. In dialogo con Caʼ del Bosco, il termine assume una densità ulteriore: le fondamenta dellʼazienda non sono fatte unicamente di materia concreta - uva, vigneti, terra- ma anche di valori immateriali come lavoro, famiglia, tradizione. Fundamenta diventa così dichiarazione di radicamento e, insieme, atto di riconoscimento verso ciò che, pur invisibile, sostiene ogni crescita”. Con questa vittoria Binta Diaw si aggiudica un premio in denaro a titolo di riconoscimento del merito personale, oltre ad una somma destinata alle spese per la realizzazione effettiva dell’opera che sarà collocata presso il parco sculture di Ca’ del Bosco, entrando così di diritto nella collezione d’arte della cantina in compagnia di altri “gioielli”. Ad iniziare dal “Cancello Solare”, l’opera commissionata ad Arnaldo Pomodoro nel 1985, bellissima e iconica porta di ingresso della cantina. E poi c’è una galleria d’arte diffusa che dialoga, all’interno e all’esterno, con opere di assoluta importanza. Come, tra le altre, “Eroi di luce” di Igor Mitoraj, “Codice Genetico” di Rabarama, “Il peso del tempo sospeso” di Stefano Bombardieri, “Blue Guardians” di Cracking Art, “Water in dripping” di Zheng Lu, Il “Testimone” di Mimmo Paladino e “Sound of Marble” di Tsuyoshi Tane.
Il podio del Premio si completa con le scultrici Apollinaria Broche con l’opera “Attraverso l’Intreccio” e Monia Ben Hamouda con “Aniconism as Figuration Urgency (Semantics of What Lies Beneath)”: un successo tutto al femminile, come del resto è accaduto per la prima edizione. Oltre alle prime tre classificate si sono qualificati Jacopo Belloni, Bea Bonafini, Ambra Castagnetti, Antonio Della Guardia, Victor Fotso, Lulù Nuti e Shafei Xia. I 10 bozzetti finalisti sono stati esposti, nella sola giornata del 13 maggio, al “Salotto Retori”, uno spazio polifunzionale concepito come punto d’incontro per creativi, pensatori, artisti e collezionisti nella sede del brand Made in Italy fondato nel 2024 dalla direttrice creativa Salma Rachid.
Maurizio Zanella, presidente Ca’ del Bosco, ha affermato che “Ca’ del Bosco significa innanzitutto ascoltare la natura e dare alle sue variabili forme la possibilità di esprimersi attraverso l’aiuto dell’uomo che si fa custode di un territorio straordinario coltivandolo, ma non consumandolo. Binta Diaw ha saputo interpretare i valori di Ca’ del Bosco, fornendo una visione molto moderna e inedita delle radici. Il supporto di Venetian Heritage e, in particolare, del suo direttore Toto Bergamo nell’individuazione di una giuria di qualità che, a sua volta, sapesse interpretare il sogno di Ca’ del Bosco ha favorito la perfetta riuscita del progetto”. Toto Bergamo Rossi, direttore Fondazione Venetian Heritage (e presidente della giuria del premio) ha dichiarato che “è un onore per me e per la Fondazione che rappresento continuare a contribuire al successo della seconda edizione del Premio Scultura Ca’ del Bosco. Venetian Heritage si occupa di preservare, restaurare e promuovere l’immenso patrimonio culturale veneziano che necessita costantemente di cure e attenzioni. Attenzioni che vanno rivolte anche a chi si affaccia all’arte contemporanea nel nostro paese. Questa partnership con Ca’ del Bosco è atta a promuovere i giovani talenti dando loro visibilità e riconoscendo il loro operato”. A completare la giuria, Lidia Berlingieri Leopardi, collezionista; Caroline Corbetta, Art curator; Davide Dotti, critico d’arte, curatore di Palazzo Martinengo di Brescia; Arturo Galansino, dg Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze; Pepi Marchetti Franchi, direttrice Gagosian Gallery di Roma; e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

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